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Che
il
mal
d'Africa
non
sia
una
leggenda
è
ormai
assodato:
la
vertigine
che
si
prova
davanti
a
quegli
spazi
sterminati
rimane
dentro
come
una
specie
di
richiamo.
Lo
smarrimento
dello
sguardo,
libero
di
correre
in
qualsiasi
direzione
senza
incontrare
ostacoli,
una
volta
tornati
a
casa
diventa
nostalgia.
E
desiderio
di
tornare.
Ciò
che
più
colpisce
di
questo
continente
sono
proprio
le
grandi
distese.
Distese
di
sabbia
dorata
come
quelle
del
Sahara,
il
deserto
come
tutti
se
lo
immaginano,
con
le
dune
che
si
modulano
fino
all'orizzonte:
da
scoprire
a
dorso
di
cammello
affidandosi
alle
guide
tuareg.
Distese
di
erba
gialla
come
la
savana
del
Serengeti,
un'altra
icona
dell'Africa,
con
i
leoni
e
le
gazzelle,
gli
gnu
e
le
giraffe,
le
zebre
e
gli
ippopotami:
da
percorrere
a
bordo
di
una
jeep
per
portarsi
a
casa
le
istantanee
di
un
sogno.
Spazi
che
amplificano
le
tracce
lasciate
dall'uomo,
dalle
incisioni
rupestri
del
Tassili
n'Ajjer
in
Algeria
alle
piramidi
di
Giza,
dalla
Valle
dei
Re
alle
misteriose
kasbe
che
punteggiano
le
valli
del
Dades
e
del
Dra,
in
Marocco,
proprio
al
confine
del
grande
mare
di
sabbia.
Contende
ogni
giorno
il
suo
spazio
al
deserto
anche
Timbuctù,
città
mitica
di
favoleggiate
ricchezze.
L'Africa
degli
uomini
è
magica:
cosa
dire
della
straordinaria
moschea
di
fango
di
Djennè
in
Mali
o
della
splendida
Marrakech?
Per
non
parlare
di
Sabratah,
un
suggestivo
e
straniante
brano
di
romanità
oltremare.
E
dopo
tanto
caldo
e
calore
umano,
un
tuffo
refrigerante
nelle
meraviglie
d'acqua
del
continente:
le
spettacolari
cascate
Vittoria,
il
lungo
specchio
del
lago
Tanganica
da
solcare
su
una
piroga,
sul
delta
dell'Okavango,
punteggiato
di
ninfee.
O,
in
alternativa,
l'ascesa
alla
vetta
del
Kilimangiaro,
fra
le
nevi
perenni.
Anche
questa
è
Africa.
Fiume
Nilo
-
Deserto
del
Sahara
-
Mar
Rosso
-
Monte
Kilimangiaro
-
Lago
Vittoria
Isole
Seychelles
-
Lago
Tanganica
- LIBIA

- MAROCCO

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