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L’imbarcazione
incrocia
lentamente
sulla
superficie
dell'acqua
di
un
azzurro
limpido,
non
lontano
dai
canneti
verdeggianti
dove
gli
ippopotami
sono
intenti
al
loro
pasto,
quando
improvvisamente
un
maschio
aggressivo
si
lancia
con
un
balzo
in
una
finta
carica
verso
la
barca,
ma
presto
rimane
indietro,
nella
scia.
Benché
le
acque
che
stiamo
solcando
siano
tanto
vaste
da
potersi
quasi
definire
un
mare
interno
e
gli
orizzonti
lontani
non
possano
dissipare
quest'impressione,
non
si
tratta
di
un
oceano
né
di
un
mare,
ma
di
un
lago
d'acqua
dolce
situato
nel
profondo
cuore
dell'Africa:
il
lago
Vittoria.
Noto
anche
come
Victoria
Nyanza,
il
lago
più
vasto
dell'Africa
e
il
maggiore
bacino
idrico
del
Nilo
è
contornato
da
tre
nazioni
(Tanzania,
Uganda
e
Kenia)
e,
con
un'estensione
di
quasi
70.000
chilometri
quadrati,
è
il
secondo
bacino
naturale
d'acqua
dolce
del
mondo
dopo
il
Lago
Superiore
del
Nordamerica.
Nelle
pianure
circostanti
viene
coltivata
la
canna
da
zucchero,
e
la
popolazione
locale
pesca
tuttora
nelle
sue
acque
per
nutrirsi.

Le
prime
informazioni
sul
lago
Vittoria
vengono
dai
commercianti
arabi
che
setacciavano
le
zone
interne
dell'Africa
alla
ricerca
di
oro,
avorio,
schiavi
e
altri
beni
preziosi.
Una
eccellente
mappa
del
1160
circa,
conosciuta
come
la
mappa
di
al-Idrîsî
(dal
nome
del
geografo
arabo
che
operò
anche
a
Palermo,
nella
corte
normanna
di
Ruggero
II
di
Sicilia),
mostra
una
accurata
rappresentazione
del
lago
Vittoria,
descritto
come
la
sorgente
del
Nilo.
Il
primo
europeo
a
scoprire
il
lago
fu
John
Hanning
Speke,
un
esploratore
britannico,
che
nel
1858
ne
raggiunse
la
costa
meridionale,
durante
un
viaggio
esplorativo
intrapreso
insieme
a
Richard
Francis
Burton
con
lo
scopo
di
trovare
la
sorgente
del
Nilo,
considerata
all'epoca
come
risorsa
strategica
per
l'amministrazione
coloniale
britannica.
Credendo
di
aver
trovato
la
sorgente
del
Nilo,
e
vedendo
questa
ampia
distesa
d'acqua
per
la
prima
volta,
Speke
diede
al
lago
il
nome
di
Vittoria
in
onore
dell'allora
sovrana
del
Regno
Unito.
La
scoperta
di
Speke
non
dava
la
certezza
che
quel
lago
fosse
la
vera
sorgente
del
Nilo,
anche
perché
Speke
non
lo
esplorò
tutto,
e
questo
portò
molti
esploratori
a
recarsi
nella
zona
per
confutare
o
confermare
la
teoria
di
Speke.
Tra
questi
vi
fu
anche
il
famoso
esploratore
e
missionario
David
Livingstone,
che
però
fallì
nel
suo
tentativo
di
verificare
la
scoperta
e
si
spinse
troppo
a
ovest,
arrivando
fino
al
sistema
fluviale
del
fiume
Congo.
Fu
invece
il
giornalista
ed
esploratore
americano
Henry
Morton
Stanley
a
confermare
la
veridicità
della
scoperta,
circumnavigando
il
lago
e
scoprendo
sulla
costa
settentrionale
le
cascate
Rippon,
che
formano
il
Nilo
bianco.
Posto a
un'altitudine
di
1133
metri
,
lungo
337
chilometri
da
nord
a
sud,
il
lago
Vittoria
è
ampio
241
chilometri
e
misura
82
metri
di
profondità
massima.
Fatta
eccezione
per
la
sezione
occidentale,
le
sponde
sono
profondamente
frastagliate
e
racchiudono
le
acque
che
colmano
una
modesta
depressione
nel
centro
del
vasto
altopiano
esteso
tra
la
Fossa
Tettonica
orientale
e
quella
occidentale
(Great
Rift
Valley).
Nel
1954
l'apertura
della
diga
delle
Cascate
di
Owen
trasformò
il
vasto
lago
in
una
massa
d'acqua
ancora
più
grande,
facendone
uno
dei
maggiori
bacini
idrici
del
mondo
e
innalzando
il
livello
dell'acqua
di
circa
90
centimetri
;
la
diga,
situata
a
Jinja,
in
Uganda,
fornisce
l'energia
elettrica
a
una
delle
aree
più
popolate
dell'Africa,
ma
disgraziatamente
ha
anche
causato
la
scomparsa
delle
cascate
di
Ripon,
fra
le
più
belle
del
continente.
Il lago
Vittoria
ha
svolto
un
ruolo
significativo
nella
ricerca
delle
sorgenti
del
Nilo,
di
cui
è
la
più
vasta
fonte
singola:
alimentato
da
numerosi
fiumi,
il
più
notevole
dei
quali
è
il
Kagera,
il
Nilo
è
l'unico
emissario
del
lago,
della
cui
esistenza
gli
Europei
ebbero
la
prima
notizia
nel
1858,
quando
fu
avvistato
dall'esploratore
John
Hanning
Speke,
e
maggiori
informazioni
nel
1875,
quando
Henry
Morton
Stanley
lo
circumnavigò.

Sulla
superficie
lacustre
emergono
diversi
arcipelaghi
e
numerose
scogliere,
spesso
celate
appena
al
di
sotto
delle
acque
limpide;
la
sponda
sud-occidentale,
spalleggiata
da
scogliere
alte
fino
a
90
metri
,
a
occidente
si
trasforma
nelle
paludi
ricche
di
papiri
e
alofìte
che
delineano
il
delta
del
fiume
Kagera,
mentre
la
costa
settentrionale,
profondamente
frastagliata,
è
sorprendentemente
piatta
e
spoglia.
Una
simile
massa
di
acqua
dolce
in
una
terra
tanto
arida
costituisce
ovviamente
un
habitat
prediletto
da
molti
esseri
viventi,
tanto
quelli
che
vivono
al
di
sotto,
quanto
quelli
che
vivono
al
di
sopra
delle
sue
onde.
Il
lago
infatti
è
la
dimora
di
oltre
200
specie
ittiche
attualmente
dominate
da
una
varietà
introdotta,
l'enorme
perca
nilotica,
un
pesce
che
arriva
a
pesare
90
chilogrammi
e
che
ha
notevolmente
turbato
la
popolazione
ittica
indigena,
costituita
per
lo
più
dal
tilapia.
Lungo le
sponde
del
lago
e
sulle
sue
splendide
isole
sono
tutelati
sia
il
paesaggio
sia
la
vita
selvatica:
Ukerewe,
un'isola
densamente
popolata
e
situata
a
nord
del
Golfo
di
Speke,
è
la
maggiore
del
lago
e
presenta
un
terreno
collinare
boscoso,
elevato
fino
a
200
metri
sulla
superficie
dell'acqua,
mentre
all'estremità
nord-occidentale
si
trova
l'arcipelago
di
Sese,
composto
da
62
isole
di
bellezza
straordinaria.
Situata
nell'angolo
sud-occidentale
del
lago
Vittoria,
l'isola
di
Rubondo
è
un
parco
nazionale
della
Tanzania,
esteso
su
circa
453
chilometri
quadrati
di
superficie,
notevole
per
le
antilopi
sitatunga
che
vivono
nelle
paludi
di
papiro;
in
questa
magnifica
riserva
insulare
sono
stati
anche
introdotti
lo
scimpanzè
e
il
rinoceronte,
ma
la
densa
vegetazione
dell'isola
offre
cibo
e
rifugio
a
molti
altri
animali,
fra
cui
il
coccodrillo,
il
predatore
più
temibile
della
regione.
Accedere
all'isola
di
Rubondo
è
difficile
perché
non
esistono
attrezzature
turistiche
e
l'unico
mezzo
di
trasporto
sono
gli
aeroplani
a
noleggio;
comunque
sia,
la
selvaggia,
primitiva
natura
di
questa
riserva
compensa
le
difficoltà
del
viaggio.
Il
lago
Vittoria
è
un
immenso
rifugio
nel
cuore
più
profondo
dell'Africa,
è
il
luogo
da
cui
nasce
il
Nilo,
pronto
ad
aprirsi
la
via
a
nord
attraverso
metà
del
continente,
ma
è
anche
un
gioiello
molto
particolare,
dotato
di
scenari
spettacolari
e
di
una
vita
selvatica
che
lo
qualificano
come
una
delle
meraviglie
della
natura.
Fonte:
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