Moliterno
(Potenza)
 
  

Il bel comune della Val D’Agri è compreso nel più giovane dei parchi nazionali italiani, quello dell’Appennino Lucano – Val D’agri – Lagonegrese.

Incluso tra “I Borghi autentici d‘Italia”, il suo centro antico, con impianto medievale, è puntellato da case che sorgono tutt’intorno all’imponente castello normanno (IX-XI sec.) poco più in basso affiancato dalla settecentesca chiesa madre. Lungo il centro storico si possono ammirare gli antichi palazzi nobiliari, parte del patrimonio architettonico del paese.

Gli amanti della natura hanno l’opportunità di associare a percorsi culturali anche itinerari naturali addentrandosi nel Bosco faggeto di Moliterno, che si estende per oltre 2 chilometri, lungo i quali si possono ammirare maestosi faggi. Il comune della Val D’Agri ha dato i natali all’apprezzato pittore Michele Tedesco.

Moliterno è la patria del Pecorino Canestrato Igp, formaggio dal sapore piccante e aromatico irresistibile.

La storia vuole che Moliterno sia stata costruita dopo la distruzione e invasione di Grumentum avvenuta ad opera dei saraceni tra l'872 e il 975. La resistenza dei grumentini sfuggiti al massacro, si raccolse attorno alla torre longobarda. I longobardi furono il primo popolo straniero che venne a Moliterno.

Moliterno passò poi sotto la dominazione dei normanni che fecero costruire il castello e regnarono dal 1059 al 1186.

Dopo i Normanni Moliterno passò sotto altre dominazioni: gli Svevi prima, poi gli Angioini con i Baroni Brajda dal 1269 al 1477; successivamente gli Aragonesi e Ugone di Brajda cedette il feudo di Moliterno ad Antonio Sanseverino principe di Salerno.

Nel 1928 vi venne aggregato il comune di Sarconi, che recuperò l'autonomia nel 1944.

Moliterno è situato a 879 m.s.l.; ad appena 5 km dall'abitato di Moliterno c'è l'oasi naturale del faggeto. Il territorio ha un'altitudine minima di 588 metri s.l.m., e una massima di 1518 (Serra Giumenta, al confine con i comuni di Lagonegro e Lauria).

Visitare il borgo

È facile, una volta giunti a Moliterno, perdersi tra castelli, architetture feudali, musei, boschi di faggi e tra i fragranti profumi del suo famoso formaggio Canestrato e degli altri prodotti tipici.

Quello che orgogliosamente i suoi abitanti chiamano “il paesone” è un affascinante comune dell’Alta Val d’Agri, compreso nel territorio del più giovane dei parchi italiani (il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese) e inserito nei “Borghi Autentici d’Italia” in virtù del suo centro storico di impianto medievale. Dinastie normanne, sveve, angioine e aragonesi ne hanno segnato le dominazioni.  

Castello

Il Castello medievale è l’emblema per eccellenza di Moliterno, simbolo della dominazione normanna del paese dell’Alta Val d’Agri. Dall’altopiano su cui troneggia, domina tutta la valle e il borgo sottostante.

Dichiarato “Monumento di interesse nazionale”, il sito è attualmente oggetto di un importante intervento di restauro che ha già visto il recupero degli apparati murari e delle torri. In particolare, la torre longobarda è stata resa agibile e funziona, su richiesta, come osservatorio panoramico.

Castello2.jpg (253968 byte)Si ritiene che la sua edificazione sia iniziata a partire dall’VIII secolo, quando il pagus romano di Grumentum fu attaccato dai Saraceni e i suoi abitanti si rifugiarono sulle montagne. A quest’epoca si fa risalire la costruzione della torre cilindrica, ad opera dei Longobardi: una torre di avvistamento di forma circolare, alta 25 metri, che si sviluppa su tre piani e termina con una ghiera di merli quadri. Ogni piano è costituito da un unico ambiente con finestra; il pianterreno, in particolare, era adibito a carcere.

A partire dal XII secolo, a seguito dell’invasione dei Normanni, venne edificata tutta la parte del castello attualmente visibile dalla piazza del paese, insieme alla torre quadrata che è appunto detta Normanna. La torre cilindrica più piccola, situata in posizione diametralmente opposta alla Longobarda, venne innalzata in epoca successiva per mano degli Svevi. Le mura imponenti che si affacciano sulla vallata, in direzione di Sarconi, Grumento, e del Lago di Pietra del Pertusillo, sono di epoche più recenti.

Edifici religiosi

A Moliterno si possono visitare diverse chiese presenti sul percorso del centro antico o poco distante.

Poco distante dal castello normanno, si erge la settecentesca chiesa madre di Santa Maria Assunta, edificata sui resti di una piccola chiesa trecentesca. La Chiesa Madre di Santa Maria Assunta è la chiesa principale della cittadina della Val d’Agri. L’interno è a tre navate con cupola del 1754, mentre la facciata fu terminata solo nel 1885 e affiancata da due campanili rimasti incompiuti. L'edificio custodisce un battistero del 1617, un dipinto di San Pietro attribuito a Simone da Firenze (XVI secolo), una grande tela di scuola napoletana raffigurante l’Ultima cena (XVII secolo) e quattro busti di evangelisti in cartapesta (XVIII secolo).

Molto bella è anche la chiesa del Rosario, costruita nel 1510 per il convento dei Domenicani, ampliata nel 1616 e ristrutturata nel 1666. Al suo interno si possono ammirare gli affreschi sulle volte delle navate e diverse altre opere di notevole valore, tra cui un pregevole coro ligneo del 1543 e un organo a canne della rinomata ditta Carelli. Dell’antico monastero si riconosce il chiostro, con il pozzo centrale e l’affresco con Cristo e la Maddalena del XVII secolo. 

D’obbligo è una visita anche alla chiesa di Santa Croce del 1613, nel cui interno si trova una tela attribuita al pittore di Satriano di Lucania Giovanni De Gregorio detto “Il Pietrafesa”, raffigurante una famosa Deposizione dalla Croce, oltre ad altari intagliati, alzate lignee dorate ed un pulpito pensile.

A tre chilometri dal paese, sul monte, sorge il santuario della piccola Chiesa di Santa Maria di Vetere (XIII sec.), custode di numerosi affreschi (alcuni del XIV secolo, altri databili tra il ‘500 e il ‘600), tra cui i resti di un dipinto di una frammentaria Ascensione di Cristo.

Infine, merita una visita la Chiesa della Madonna di Arsieni, un piccolo gioiello d’arte il cui soffitto in legno, e le pareti affrescate intorno all’altare in pietra (restaurato nel 1709), sono di notevole bellezza. Nelle vicinanze della cappella si può osservare un antico lavatoio pubblico che risale al 1619, recante uno dei rari stemmi in pietra del paese.

Tra chiese, cappelle e chiesette rurali, Moliterno è davvero ricca di architetture religiose, fra le maggiori: Chiesa di San Pietro, Chiesa della SS Trinità, Chiesa di San Francesco di Paola, Chiesa dell’Annunziata, Chiesa della Madonna del Carmine, Chiesa Santa Barbara, Chiesa di San Rocco, Cappella dell’Angelo, Cappella di San Biagio, Cappella di Santa Lucia, Cappella di Santa Caterina Vergine, Chiesa di San Cristoforo, Chiesa di San Cataldo, Chiesa di San Vincenzo, Chiesa della Madonna del Rito, Chiesa di San Nicola di Bari.

ChiesaRosario.jpg (218005 byte) ChiesaSantaMariaAssunta.jpg (376029 byte) ChiesaSantaCroce.jpg (218770 byte) ChiesaMadonnaVetere.jpg (265697 byte) CappellaSanCristoforo.jpg (285981 byte) CappellaSanCataldo.jpg (382510 byte) ChiostroDomenicani.jpg (317638 byte) CappellaSanBiagio.jpg (383842 byte)

Palazzi nobiliari

Moliterno ha il suo centro storico concepito come un museo en plein air con un’incredibile concentrazione di palazzi antichi, testimonianze delle più importanti tappe del passato e simboli di storia, arte e cultura.

Da Palazzo Petruccelli della Gattina al seicentesco Palazzo Parisi, oggi Fruguglietti, sito in via San Pietro, costruito per ordine del barone Alessandro Parisi che diede i natali al generale Giuseppe Parisi, fondatore della “Nunziatella” di Napoli.

In rione San Pietro troviamo Palazzo De Caro, già Parisi, mentre in corso Umberto I Palazzo Racioppi, attualmente di proprietà della famiglia Albano. In Piazza Vittorio Veneto si può ammirare Palazzo Valinoti, oggi sede della Bibliomediateca Giacomo Racioppi.

Affascinante nelle sue forme è Palazzo Mobilio Giampietro, in via Rosario, in passato convento dei padri domenicani. All’interno, spicca ancora oggi il chiostro con al centro un pozzo sul quale è incisa la data 1614, con un lavatoio in pietra ed una loggetta a tre archi.

Altra tappa immancabile per ripercorrere il passato è Palazzo Giliberti, sito in piazza Vittorio Veneto, attualmente sede del Comune. Nel 1600 era un convento francescano, con la soppressione degli ordini religiosi nel 1806 fu venduto a Giuseppe Parisi e per eredità passò ai fratelli Andrea e Vincenzo Giliberti, che trasformarono parte della proprietà in abitazione.

Di particolare importanza Palazzo Tedesco, in via Lovito, che ha dato i natali al famoso pittore della Scuola Fiorentina Michele Tedesco, ed è attualmente di proprietà della famiglia Pugliese.

Il viaggio alla scoperta dei palazzi di Moliterno prosegue con Palazzo Lovito (della famiglia Fruguglietti), che ospitò nel 1902 Giuseppe Zanardelli, e Palazzo Roselli con la sua arcata risalente al 1500.

Da via Roma a via Santa Croce, da via Nazionale a via San Rocco, si dispiegano i palazzi Metelli, Di Maria e Doti.

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MAM, i Musei Aiello Moliterno

Senza dubbio tra le tappe fondamentali di una visita a Moliterno ci sono i sei musei del MAM, nei quali si può ammirare la straordinaria collezione di beni artistici del Professor Giancarlo Aiello:

MAM Casa Museo Domenico Aiello - C’è una storia di famiglia ricca di rimpianti e sentimenti forti dietro la fondazione della Casa Museo Domenico Aiello che merita di essere conosciuta e “vissuta” per scoprire la profondità del cuore lucano.

La prima cosa che ha fatto Gianfranco Aiello, dopo aver riacquistato la casa in cui il padre Domenico era nato e vissuto con i suoi genitori contadini, è stato apporre il suo nome davanti a quella che poi è diventata la Casa Museo. Il padre Domenico, orfano, dovette venderla per potersi pagare gli studi, e lui, Gianfranco, memore dei racconti del genitore che con rimpianto aveva dovuto rinunciare al quel focolare, ha cercato di riempire il vuoto entrando nuovamente in possesso della casa trasformandola in luogo di cultura.

Chi la visita non solo può percepire i sentimenti intatti di una tipica famiglia lucana del tempo, ma può scoprire il recupero filologico dell’abitazione lucana, una biblioteca, una collezione di stampe, opere dei massimi pittori lucani e una videoteca con numerosi servizi televisivi dedicati alla Basilicata.

MAM Via Rosario Contemporanea, che ospita una mostra permanente di arte contemporanea e dedica alcuni spazi a mostre temporanee;

MAM Museo del Novecento lucano, sito nei primi due piano del Palazzo Aiello 1825;

MAM Museo della Ceramica del ‘900, ricco di Ceramica Vietrese del periodo tedesco;

MAM Museo del Paesaggio, sito in Palazzo Aiello 1786, con quadri della scuola di Posillipo;

MAM Biblioteca Lucana Angela Aiello, che contiene una ricca collezioni di libri dei maggiori scrittori lucani.

Oasi naturale Bosco Faggeto

La natura rigogliosa che circonda il borgo di Moliterno è propria dell’area della Val D’Agri, un ambiente che offre allo sguardo del visitatore morbidi pendii e dolci colline, circondati da distese di vitigni e uliveti.

La Val d’Agri, d’altronde, è una delle aree più verdi della Basilicata, compresa nel cuore del più giovane dei parchi italiani, quello Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese.

Questo spazio di Basilicata si presenta come uno splendido affresco in cui spiccano colori intensi in cui ricadono borghi ricchi di storia e cultura, valori sacri e una natura cangiante dove ad imponenti montagne, scendendo verso valle, cedono il passo dolci colline, a loro volta alternate a fertili pianure, campi e boschi dalle tonalità intense.  

Sulle pendici del Monte Calvarosa, a 5 km dal centro abitato, è sita l’Oasi naturale Bosco Faggeto, luogo ideale per suggestive escursioni e passeggiate immerse nel verde.

Trecentocinquanta ettari di bosco dove ammirare maestosi faggi che accarezzano i trenta metri di altezza, ma anche tigli, cerri, querce, aceri, lecci, carpini neri e, ai margini del bosco, pioppi tremuli.

L’oasi seduce per la natura cangiante e la varietà dei colori della rigogliosa vegetazione. Uno degli elementi più qualificanti del Bosco Faggeto, in termini di biodiversità, è senza dubbio la notevole varietà di rare orchidee spontanee che distribuiscono le loro incredibili fioriture dalla primavera all’estate. Molto ricca nel bosco è anche la fauna: qui si possono incontrare volpi, lepri, esemplari di gatto selvatico, oltre a cinghiali e ricci.

L’area, per la ricchezza di percorsi interni, si presta magnificamente alle escursioni e alle passeggiate naturalistiche.  

Canestrato e i “fòndaci” di Moliterno

Fiore all’occhiello del borgo lucano è senza ombra di dubbio il Canestrato I.G.P., un formaggio pecorino (con una percentuale di latte caprino) dal sapore aromatico e piccante. Le origini di questo rinomato formaggio sono antichissime: alcune testimonianze del IV secolo mostrano come questo formaggio fosse già conosciuto anticamente, anche se i primi scritti che attestano la sua esistenza risalgono ai primi decenni del ‘600. 

Dal 1700 l’attività di stagionatura nei caratteristici “fòndaci” si trasformò in una vera e propria tecnica organizzata, che ha reso celebre Moliterno in tutto il mondo tanto che nel XIX secolo al porto di Napoli esisteva il molo Moliterno da dove partiva il formaggio per gli Stati Uniti.

I fòndaci sono locali (magazzini), simile a delle cantine, siti di solito sotto i palazzi nobiliari, a pian terreno o seminterrati, che forniscono quel microclima ideale che dal prodotto le peculiarità che lo contraddistinguono. I fòndaci sono costruiti a due o tre arcate e hanno il pavimento inclinato per consentire lo scolo della salamoia delle forme di pecorino. Il fòndaco più esteso e sicuramente il più importante è quello di Palazzo Parisi.

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