Valsinni
(Matera)
 
 
  

Valsinni (fino al 1873 chiamata Favale San Cataldo) si trova ad un'altitudine di 250 m s.l.m., nella parte sud-occidentale della provincia al confine con la parte sud-orientale della provincia di Potenza e con la parte nord-orientale della provincia di Cosenza, su un'altura che domina la valle del Sinni, il cui corso proprio nel tratto a valle dell'abitato procede incassato tra suggestive rupi. 

Lo scorrere del fiume, che in passato caratterizzava con il suo rumore pacato e continuo il paesaggio del piccolo centro, è dal 1985 fortemente diminuito perché le acque del fiume sono imbrigliate dalla diga di Monte Cotugno, che rifornisce di acqua buona parte della provincia di Matera e della Puglia.

Alle spalle del centro abitato si erge il monte Coppolo, a 890 metri s.l.m., massima quota del territorio comunale, sulla sommità del quale si trova anche un'importante area archeologica, ed è inserito nel territorio del parco nazionale del Pollino. Fa parte della comunità montana Basso Sinni.  

Il nome è relativamente recente e fino al 1873 il suo nome, che nell'uso comune era accorciato semplicemente in "Favale" ("terra ricca di sorgenti"), venne modificato in Valsinni nel 1873, con regio decreto n 1573 del 14 settembre 1873, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno il successivo 1º ottobre.

Il luogo dove sorge Valsinni è uno tra quelli ritenuti più probabili come luogo dove sorgeva l'antica città della Magna Grecia Lagaria. Il paese è comunque menzionato a partire dall'XI secolo con il nome di Favale, appartenne in feudo ai Sanseverino, ai Vivacqua di Oriolo, ai Capaccio, ai Galeota, ai Morra. 

Nel 1528 il feudo di Gian Michele Morra, padre della poetessa Isabella Morra, passò sotto la Corona di Spagna in seguito alla sconfitta delle truppe di Francesco I di Francia nei confronti di Carlo V, ed il Morra, che appoggiava il re francese, fu costretto ad emigrare a Parigi insieme a suo figlio Scipione. Sua moglie e gli altri figli, tra cui Isabella molto legata al padre, invece restarono a Favale, nel castello che ancora oggi domina la parte antica del borgo. 

Così l'antica Favale fu teatro della tragica storia di Isabella Morra, giovane ed illustre poetessa petrarchista uccisa dai fratelli a soli 26 anni dopo che questi ultimi scoprirono la sua relazione epistolare con il poeta spagnolo Diego Sandoval de Castro, barone di Bollita.

Visitare il borgo 

Il romantico borgo è dominato dal castello feudale in cui nacque e visse, seppur per brevissimo tempo, la giovane poetessa Isabella Morra (1500), considerata una delle voci più originali e autentiche della lirica femminile del ‘500, assassinata dai suoi fratelli che ne osteggiarono la storia d’amore con lo spagnolo Diego Sandoval de Castro. Intorno al maniero, in cui sembrano ancora risuonare la voce e il pianto della sventurata donna, si snodano, in file concentriche e sovrapposte, i vicoli del borgo antico, separati tra loro dai caratteristici “gafii”, un’apertura coperta a volta che passa sotto le case stesse.

Proprio alla poetessa è stato dedicato il Parco letterario (1993), attorno a cui ruotano eventi e racconti sulla vita della fanciulla e del paese dal caratteristico centro storico, le cui rilevanti emergenze architettoniche hanno consentito di ottenere la bandiera arancione del Touring Club Italiano, marchio di qualità turistico ambientale per l’entroterra attribuito alle località che soddisfano criteri di analisi correlati allo sviluppo di un turismo di qualità.

A Valsinni tutto ruota attorno ai luoghi, alle poesie, alle vicende legate alla giovane poetessa cinquecentesca Isabella Morra.

La parte antica del borgo si sviluppa intorno al castello ed è percorribile solo a piedi, caratteristica che la rende particolarmente suggestiva. Le vecchie abitazioni sono strette l’una sull’altra e separate da vie anguste che si arrampicano sui fianchi dello sperone roccioso su cui sorge il paese. Di rilevante valore sono anche il Palazzo Melidoro, la chiesa Madre, dedicata all’Assunta, e il mulino di Palazzo Mauri, che conserva ancora grosse macine di pietra, testimonianza dell’antica tradizione locale di mugnai.

Castello di Valsinni

Il castello di Valsinni, dove visse la poetessa petrarchista Isabella di Morra, fu edificato presumibilmente su una preesistente fortificazione longobarda, nei primi anni dopo il 1000.

Nel suo libro Isabella Morra e Diego Sandoval de Castro lo storico Benedetto Croce cita le origini del maniero facendole risalire ad un castrum romano posto a difesa dell'ultima chiusa sul fiume Sinni, che da quel punto in poi si apre verso il Mar Ionio. 

Castello Armatura.jpg (114906 byte)Castello ArmaturaArciere.jpg (133238 byte)Castello Armi.jpg (228210 byte)Castello UtensiliCucina.jpg (204683 byte)Il castello deve il suo valore storico e la sua notorietà alla poetessa che vi nacque intorno al 1520 e vi fu uccisa dai fratelli a circa 26 anni d'età quando scoprirono una sua presunta relazione con Diego Sandoval de Castro, barone di Bollita. 

Il castello con il feudo di Favale (l'odierna Valsinni) era pervenuto agli inizi del XVI secolo alla famiglia Morra tramite la nobildonna Menocca Vivacqua e la possedette, con alterne vicende, per circa 140 anni, fino al 1638. Dal 1921 il castello è di proprietà della famiglia Rinaldi.  

Antica città fortificata

Sulla cima del monte Coppolo sono visibili i resti di un'antica città fortificata, ed in particolare l'acropoli edificata nel IV secolo a.C. e la cinta muraria formata da blocchi squadrati. 

Secondo il professor Lorenzo Quilici, il quale si basa sulla descrizione data da Strabone, quest'antica città potrebbe essere la mitica città greca di Lagaria, fondata da Epeo, il costruttore del cavallo di Troia.  

Parco letterario "Isabella Morra"

Il Parco Letterario di Isabella Morra conduce nell’intimo sentire della poetessa nata e morta nel castello del romantico borgo, recuperando, e quasi materializzando, il legame tra luoghi e poesia.

E ogni estate, nel borgo di Valsinni quei versi riecheggiano in occasione di eventi organizzati per non dimenticare e far rivivere la breve esistenza della fanciulla. Accade durante “L’estate di Isabella” un viaggio “sentimentale” a ritroso nel tempo che coinvolge l’intero centro medioevale del paese, il quale si affaccia sulla riva del fiume Sinni, da cui prende il nome. Questo è il luogo in cui, nel Cinquecento, visse la poetessa Isabella Morra, uccisa a soli 25 anni per una relazione con un nobile spagnolo osteggiata dalla famiglia.

A lei, alla sua breve esistenza e produzione poetica riscoperta da Benedetto Croce, è dedicato il Parco Letterario in cui la vita della giovane viene ripercorsa in versi e musica da menestrelli che accompagnano i visitatori per le vie del paese, in un suggestivo itinerario poetico che fa rivivere antiche atmosfere e riscoprire sapori autentici.

Chiesa Madre di Santa Maria Assunta

La cattedrale di Valsinni è certamente una delle architetture che meritano di essere ammirate. Per quanto la struttura della chiesa sia di origini medioevali, va ricordato che essa è stata ricostruita nel 1853. 

Al suo interno si possono ammirare splendidi affreschi, l’organo, un crocefisso del cinquecento ed un presepe in pieno stile napoletano, oltre che le reliquie di San Fabiano, Papa martire nominato dal popolo e che rimase in carica dal gennaio del 236 a gennaio del 250.

Natura e Parchi

Il romantico borgo di Valsinni ricade nel versante lucano del Parco Nazionale del Pollino che, diviso tra la Basilicata e la Calabria, con i suoi 192.000 ettari, è il più esteso d’Italia.

Considerato uno dei massicci più belli e caratterizzanti dell’Appennino Lucano, la sua denominazione deriva dalla vetta del massiccio del Pollino, il Mons Apollineum, che gli Achei definirono monte di Apollo, individuandolo un po’ nell’Olimpo, per la sua imponenza tale da sfiorare quasi il cielo. Lungo itinerari e percorsi accattivanti ci si inoltra in fitti boschi di faggio, abeti e castagni e altipiani erbosi, fino ad “incontrare” sinuosi, fieri e secolari, i Pini Loricati, simbolo del parco, visibili soprattutto sulla cima di Serra di Crispo, denominata il “Giardino degli Dei” proprio perché considerata uno dei santuari di questa rara specie arborea dal tronco contorto.

Tra queste distese si aggirano esemplari di lupo appenninico, cinghiali e caprioli, scoiattoli, istrici e lontre, ma anche picchi e gufi reali. Caratterizzato dalle vette più alte dell’intero arco appenninico meridionale, sorvolate da aquile reali, falchi pellegrini e gheppi, senz’altro va menzionata Serra Dolcedorme, “tetto” del parco. 

Corsi d’acqua e affioramenti rocciosi, profonde faglie e inquietanti voragini attraversano il Parco del Pollino, “popolato” anche da fossili risalenti a decine di migliaia di anni fa, come lo scheletro di un Elepfhans antiquus italicus, alto quattro metri e vissuto circa settecentomila anni fa rinvenuto nelle Valli del Mercure e attualmente custodito nel Museo Naturalistico e Peleontologico di Rotonda, sede del Parco.

Eventi e manifestazioni

La festa patronale di san Fabiano si tiene il 9 e 10 maggio con vespri solenni e bacio della reliquia la sera del 9. Il giorno successivo si svolge al mattino la Santa Messa solenne celebrata dal parroco e nel pomeriggio si svolge la processione per le vie del paese accompagnata dalla banda musicale. La sera in cassarmonica concerto bandistico e successivamente estrazione dei biglietti della riffa e i fuochi pirotecnici.

Gli eventi legati al Parco letterario Isabella Morra: in particolare sono organizzate visite al Castello feudale, mostre d'arte ed artigianato artistico, spettacoli come Il Borgo racconta per le vie del centro storico con menestrelli e cantastorie, e recitazione di versi.

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