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Gorgoglione
si adagia a circa 800 m
s.l.m. e si affaccia sulla valle del fiume
Agri, nella parte centro-occidentale della provincia. Il suo
territorio, dal profilo irregolare, è segnato da elementi caratterizzanti
della orografia dei
luoghi e coperto di boschi di cerro tra cui il Bosco Le Manche. Il
territorio è ricco di rocce di arenaria chiamata pietra
di Gorgoglione. Fa parte della comunità
montana Collina Materana.
L'abitato
ha origini antiche, come testimoniato dal ritrovamento di alcune tombe in
località Santa Maria degli Angeli' risalenti al IV
secolo a.C. contenenti vasi apuli a figure
rosse custoditi nel museo
nazionale Domenico Ridola di Matera.
Le prime notizie dell'attuale centro abitato risalgono ad una bolla
papale del 1060,
in cui si menzionavano le parrocchie appartenenti alla diocesi
di Tricarico.
Compreso
nella contea di Montescaglioso,
appartenne in seguito ai Della
Marra, che fecero edificare un poderoso castello del quale oggi
restano solo alcuni ruderi, ai Carafa ed
agli Spinelli.
Il 12
novembre 1861, dopo aver occupato Cirigliano, Carmine
Crocco e José
Borjes mossero verso il paese di Gorgoglione dove entrarono
senza incontrare resistenze.

Visitare
il borgo
L’antico
paese di Gorgoglione, popolato da circa 916 abitanti, sorge a circa
800 metri in un territorio ricoperto di boschi e ricco di particolari
rocce di arenaria conosciuta come pietra di Gorgoglione. Il borgo
rientra nella suggestiva cornice della Collina Materana ed è
scrigno di bellezze artistiche e riti antichi, ancora vivi tra le sue
stradine ricche di fascino.
Le sue
origini affondano le radici in un passato lontano come testimonia il
ritrovamento di alcune tombe in località Santa Maria degli Angeli
risalenti al IV secolo a.C., in cui sono stati rinvenuti vasi apuli a
figure rosse, oggi conservati all’interno del Museo Archeologico Ridola
di Matera.
Nell’assoluta
semplicità dell’antico borgo di Gorgoglione si rispecchia un passato
che ha lasciato tracce importanti tali da averlo reso un “gioiellino”
da visitare.
Se del
suo castello non si possono che ammirarne solo i ruderi, vagando per il
centro storico, tra le modeste ma suggestive abitazioni, si possono
ammirare gli storici edifici come l’ottocentesco Palazzo Bruni e
il Palazzo Imperatrice risalente, invece, alla prima metà del Novecento.
Il portale di questa struttura, realizzato in blocchi squadrati di pietra
locale, è inserito armoniosamente nel complesso architettonico del
palazzo ed è il segnale della tradizione della lavorazione artigianale
della pietra locale nel paese materano. Si può infatti assistere
alla produzione di lastroni di vario genere e diverse forme.
Di
particolare interesse naturalistico e culturale, nel territorio di
Gorgoglione, è il cosiddetto “Cinto dell’Eremita”, antico
insediamento risalente al periodo etrusco.
Chiesa
Madre di Santa Maria Assunta
Tra le
opere religiose più interessante di Gorgoglione merita una visita la chiesa
madre dedicata alla venerazione di Santa Maria Assunta. Di
origine romanica, la struttura venne modificata nel Seicento e oggi si
presenta in stile barocco.
L’interno,
diviso in tre navate, conserva interessanti opere d’arte tra
cui una seicentesca Croce lignea di arte orafa napoletana e una pregevole
fonte battesimale. In questa chiesa viene ospitato per parte dell’anno
il simulacro sacro della Madonna di Pergamo, celebrata l’11 e 12
giugno.
Santuario
della Madonna del Pergamo
Sorge sul
punto più elevato del paese (955 metri) il Santuario della Madonna
di Pergamo, luogo suggestivo sia dal punto di vista naturalistico sia da
quello religioso.
Risalente
al 1131 e un tempo dimora di benedettini, agostiniani e francescani, oggi conserva
elementi dell’antica chiesa bizantina su cui venne costruita, tra
cui la cupoletta a forma di cipolla e l’abside.
All’interno
conserva anche la settecentesca statua lignea policroma della Madonna
col Bambino, portata in processione durante una grande festa l’11 e il
12 giugno.
Cinto
dell'Eremita
Uno dei
luoghi più interessanti da visitare a Gorgoglione è il Cinto
dell’Eremita, insediamento risalente al periodo etrusco scoperto in
tempi recenti.
L’area,
di particolare interesse anche dal punto naturalistico, ha portato alla
luce una serie di reperti che testimoniano la presenza di abitazioni,
attualmente sotto la tutela dei beni ambientali per la delimitazione
dell’area.
Con gli
stessi scavi è venuta alla luce anche una cavità nota come Grotta
dei Briganti.

Grotta
dei Briganti
Venuta
alla luce con gli scavi presso la Cinta dell’Eremita, la Grotta dei
Briganti è una cavità che si trova ad un'altitudine di 760 m s.l.m.,
sul versante sinistro di un affluente della fiumara di
Gorgoglione.
Formatasi
nel tempo dal contatto tra le arenarie e le sottostanti argille, la grotta è
alta circa 2 metri e profonda 36 metri, ed è affascinante con le piccole
stalattiti di qualche cm di lunghezza e da croste calcistiche in
prossimità delle pareti rocciose. Il nome della suggestiva grotta sembra
derivare dal fatto che essa è stata utilizzata come dimora dai
briganti durante le loro incursioni.
Bosco
Le Manche
Gli
amanti del trekking e della natura non possono perdere una gita al bosco
Le Manche, grande area boschiva incontaminata caratterizzata da
numerosi ruscelli che sfociano nel torrente più grande chiamato Vallone,
dalle cave di pietra di Gorgoglione e da maestosi cerri.
Arte
della lavorazione della pietra
Gorgoglione
è particolarmente famosa per l’arte della lavorazione della pietra
locale.
Si chiama pietra
di Gorgoglione, è un tipo di roccia arenaria naturale di un
caratteristico giallo ocra tendente al colore terra bruciata e al grigio
cenere con venature brune, e grazie alle sue tipicità si presta a
infinite applicazioni, soprattutto a rivestimenti e pavimentazioni.
Sono
ancora tante le aziende locali che si occupano della lavorazione di questo
tipo di pietra, che il turista può ammirare nelle architetture tra le vie
del centro storico.

Sapori
tipici
Le cucina
tipica di Gorgoglione è incentrata sui sapori tradizionali della
cucina lucana.
Tra le
portate principali spiccano la pasta fatta in casa – strascinati,
cavatelli e i fusilli conditi con la mollica di pane fritta – ma anche soppressata,
salsiccia e, soprattutto il Pezzente, salume presidio slow food
lavorato con metodi tradizionali da suini allo stato brado.
Eventi
Dall'11
al 13 giugno hanno luogo due feste, quella della Madonna del Pergamo e
quella di Sant'Antonio da Padova.
La sera
dell'11 giugno la statua della Madonna viene trasportata in processione su
un carro addobbato con fiori dal paese al Santuario campestre, dove resterà
fino a settembre. La processione è accompagnata dalle cente votive,
intelaiature in legno con ceri e ghirlande.
In
occasione della festa della Madonna di Pergamo si svolge uno dei riti
arborei più antichi della Basilicata. Proprio davanti al santuario,
il giorno del 12 giugno, durante la processione campestre viene innalzato
un maggio, composto dall’unione di due alberi: un fusto di cerro e
una cima di agrifoglio tagliati nei boschi contigui. Nel pomeriggio
ha luogo il vero e proprio Sparo del Maggio, momento in cui i
cacciatori mirano con i loro fucili alle targhette dei premi nascoste tra
i rami della cima; in seguito i giovani più coraggiosi si sfidano a scalare
il Maggio fino alla cima.
Il 13
giugno infine ha luogo la festa patronale di Sant'Antonio. La statua del
santo viene portata per le vie del paese in processione, alla quale
partecipano anche gli animali come buoi, asini, muli ed animali domestici.
La processione di conclude sul sagrato della chiesa con la benedizione
degli animali e la distribuzione del pane benedetto.

Fonte:
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