Accettura
(Matera)
 
  

Accettura è un comune in provincia di Matera situato nel cuore del Parco di Gallipoli Cognato. Il paese si trova al centro di un interessante zona archeologica, diversi rinvenimenti di statuette e sepolcri fanno ipotizzare che fosse popolata già nei secoli IV-III a.C. Il primo nucleo abitativo è probabilmente in località Costa Raja, dove oggi si conservano i ruderi di una fortificazione quadrata attorniata da abitazioni. L’attuale centro è il frutto della ricostruzione effettuata ad opera di Carlo d’Angiò a seguito di un incendio del 1272.

Il termine, secondo alcuni, deriva dal tema della parola acceptor, che, nel basso latino è lo sparviero (accipiter); per altri potrebbe derivare dalla parola latina acceptator,cioè che accetta; per altri ancora deriverebbe dal simbolo del paese, formato da due accette: accepta-aurea, acceptura quindi Accettura o ancora dal latino accepta (piccolo appezzamento di terra).  

Le origini di Accettura risalgono all'epoca della Magna Grecia, quando veniva chiamata Acceptura.

Nell'Alto Medioevo, sorse un primo nucleo abitativo in un'area denominata Raja, probabilmente costituito da persone provenienti da Gallipoli, Costa di Raja e un centro fortificato in zona Croccia-Cognato. Ancora oggi si osservano resti di una fortificazione a pianta quadrata attorniata da villaggi.

La prima citazione ufficiale si ha in una bolla di Papa Niccolò II del 1060, inviata alla curia vescovile di Tricarico: nel documento si fa riferimento al paese di Achitorem.

Intorno al 1150 divenne feudo della contea di Montescaglioso. Nel 1272, il paese venne completamente distrutto da un incendio. Poco tempo dopo, Carlo I d'Angiò ne ordinò la ricostruzione.

Nella sua storia, Accettura fu proprietà di diverse famiglie: i Bazzano, i Della Marra, i Ponsiaco, i Carafa, i Colonna e gli Spinelli (che la tennero fino alla fine del XIX secolo).

Il 12 novembre, dopo aver preso Cirigliano, le bande di Carmine Crocco, e di José Borjes mossero verso il paese di Gorgoglione, occupato senza incontrare resistenza. Ad Accettura, ben accolto dal clero e dalla popolazione, il Borjès fatte accampare le proprie truppe fu informato sulla presenza nelle vicinanze di reparti di Milizia mobile e di truppa. Tenuto consiglio tra i capi prevalse l'idea di non accettare il combattimento perciò, pratici dei luoghi, i “briganti” riuscirono a svincolarsi dirigendosi su Garaguso, che raggiunsero il 13 novembre.

Visitare il borgo

Accettura è uno dei meravigliosi borghi che ricadono all’interno del Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane.

Completamente circondato dal verde, questo comune della provincia di Matera è scrigno di tradizioni e ricchezze naturali che lo rendono noto anche al di fuori dei confini regionali.

Il paese mantiene quasi inalterato l’originario aspetto legato ad una tipologia costruttiva spontanea fatta di singole abitazioni, alla produzione di mattoni e tegole prodotte in vecchie fornaci, ai caratteristici portali in legno e ai balconi in ferro battuto che talvolta sono vere e proprie opere d’arte.

Qui è ancora possibile avvertire quel rapporto indissolubile che lega l’abitato alla natura, senza che l’uno predomini sull’altro, ma semplicemente ne diventa parte integrante, dove gli avvenimenti non avvegono per caso ma sono scanditi dai cicli della natura e si intrecciano con le feste religiose e con le sagre popolari.

Chiesa dell'Annunziata

Chiesa di stile barocco, ricostruita su un edificio preesistente. Al suo interno, sono conservate una statua lignea della Madonna con Gesù del XVI secolo circa ed una tela, dello stesso periodo, che raffigura lo stesso soggetto a parti invertite. Di interesse anche la bifora della chiesa, risalente al XIV secolo.

Chiesa di Sant'Antonio

In precedenza fu un convento fondato dai Frati Minori Conventuali nel 1595 e soppresso nel 1809. In questo tempio si possono ammirare una pala sull’altare maggiore raffigurante l’Incoronazione della Vergine con Santi e diverse tele del XVII secolo, attribuite ad un allievo dell’artista lucano Giovanni De Gregorio, noto come il Pietrafesa, uno dei massimi esponenti della cultura pittorica lucana tra tardo manierismo e barocco, le cui numerose opere sono disseminate nelle chiese e nei conventi della regione.

Chiesa Madre di San Nicola

Precedente al XVI secolo, ha subito numerose ristrutturazioni. Di particolare interesse la campana fusa nel 1611 da Gaspare di Missanello, il crocifisso ligneo (XV secolo), le statue lignee di Sant'Antonio abate (XVI secolo), San Giuliano, Santa Filomena e San Pasquale (metà XVIII secolo) ed una tela di Maria Maddalena, delle tre Marie e di San Giovanni ai piedi della croce (sempre metà XVIII secolo).

Cappella dei Santi Giovanni e Paolo, in località Valdienna.

Chiesa di S. Chiara di Gallipoli - Vi si conservano dipinti di autori ignoti risalenti alla fine del XVI secolo.

Nei pressi del paese, in località Ermoli, si erge la Cappella di S. Maria dei Fiori o d’Ermoli, citata già in documenti del XVII secolo. All’interno si custodisce una scultura raffigurante una Vergine in atteggiamento orante databile al XVIII secolo. La tradizione ormai radicata è di portare la statua della Madonna in processione, la prima domenica di maggio, dal paese alla cappella dove resta fino alla seconda domenica di settembre. La processione ripercorre un antico percorso un tempo utilizzato dai contadini che si recavano a lavorare i campi della contrada ed è caratterizzata dall’allestimento di una sedia, su cui è posta la statua, che viene addobbata con fiori e foglie dell’amaranto paniculato.

Architetture civili

- Palazzi nobiliari delle famiglie Amodio, Spagna e Nota.

- Percorso dei Murales dedicati al Maggio di Accettura. Oltre al murale realizzato da Costantin Udroiu negli anni '70, tra il 2015 ed il 2020 sono stati realizzati otto murales rappresentanti le fasi della festa, intitolati: "L'alzata e la scalata", "U Parecchj", "La processione del Santo", "Il ballo delle Cente", "Il trasporto della Cima", "Il Borgo", "Il Santo e la musica popolare" e "Legami: forme di devozione al Santo".

- Masseria Spagna e Masseria De Luca - Masserie fortificate del XVIII secolo.

- Fontana Francesca - Località in cui si scontrarono briganti e Guardia Nazionale il 7 agosto 1862, presso il Bosco di Montepiano.

Aree naturali

- Bosco Comunale di Montepiano - Questo Bosco si estende sul territorio di quattro Comuni: Accettura, Cirigliano, Stigliano e e Pietrapertosa. Al suo interno sono stati individuati numerosi resti di fortificazioni, presso cui sono state rinvenute alcune terrecotte votive del IV-III secolo a.C.

- Foresta di Gallipoli-Cognato - Con un’estensione di oltre 27 mila ettari l’area verde comprende la foresta di Gallipoli Cognato e il bosco di Montepiano, formato da imponenti esemplari di cerro, odorosi tigli, peri e meli selvatici, aceri, ontani e il raro agrifoglio. Qui vivono lupi, tassi, istrici e gatti selvaggi e tra gli uccelli si possono avvistare falchi pellegrini, poiane e picchi muratori.

In questi boschi ogni anno vengono prescelti il tronco e la cima, lo “sposo” e la “sposa”, protagonisti de “Il Maggio di Accettura” uno dei numerosi riti arborei celebrati in Basilicata e noti come “Matrimoni tra gli alberi”. Nell’insolito paesaggio del parco si ergono, poi, le maestose rocce di arenaria, che formano le Piccole Dolomiti Lucane che possono essere sorvolate grazie ad uno dei grandi attrattori lucani “Il volo dell’angelo”.

Sulla sommità del Monte Croccia si trovano i resti della fortificazione della città lucana edificata nel IV sec. a.C.

- Serra Rosa - Vi si trovano ruderi di un castello e di altri edifici medievali.

Tradizioni e folclore

Festa del Maggio di Accettura, è dedicata al patrono della città San Giuliano ed ha inizio la domenica di Pentecoste.

Accettura è “il” paese simbolo dei “matrimoni arborei” che si celebrano in Basilicata, riti ancestrali e propiziatori in cui il tronco e la cima, lo “sposo” e la “sposa”, sono innestati e innalzati al cielo in un’unione simbolica.

I riflettori sulla festa del Maggio di Accettura si accendono nella domenica di Pentecoste, quando i futuri sposi iniziano il loro cammino verso la piazza del paese, ma l’intero evento si ripete ogni anno dall’Ottava di Pasqua alla domenica del Corpus Domini ed è dedicato al Patrono, San Giuliano. La scelta delle due piante che “convoleranno” a nozze avviene rispettivamente nella prima e nella seconda domenica dopo Pasqua. Lui, lo sposo, il Maggio, è un cerro di grandi dimensioni che proviene dal bosco di Montepiano, abbattuto il giorno dell’Ascensione. Lei, la sposa, la Cima, è una pianta di agrifoglio della foresta di Gallipoli Cognato. 

Come nel più tradizionale dei matrimoni, prima di congiungersi, in Largo San Vito, i futuri “sposi” procedono separatamente accompagnati dalle rispettive schiere di “maggiaioli” e “cimaioli”. I due cortei procedono lentamente a ritmo di musiche, canti, balli popolari, con pause dedicate a momenti di ristoro a base di buon vino e prodotti tipici. Il trasporto del Maggio e della Cima rappresenta un momento di straordinaria teatralità, tra grida di incitamento ed esibizioni di forza fisica. Una volta raggiunto l’anfiteatro, in largo San Vito, il rito nuziale è portato a compimento: la Cima viene innestata sul Maggio e insieme sono innalzati. Intanto scorre la processione del Patrono, San Giuliano.

Musei

Accettura preserva un caratteristico centro storico in cui, in occasione della Festa del Maggio, cui è dedicato anche il Museo dei culti arborei, si respira un’atmosfera unica.

Piccolo ma grazioso, il borgo di Accettura è molto caratteristico per le sue strette viuzze attraverso le quali si raggiungono palazzi nobiliari, antichi portali in pietra, databili tra il XVIII e il XIX secoli, e chiese, architetture concentrate soprattutto nell’antico rione “Scarrone”. 

Passeggiando lungo il borgo antico ci si ritrova poi presso l’Anfiteatro, dove avviene l’innalzamento del Maggio, e nella cosiddetta piazzetta dell’”incontro”, dove appunto si incontrano il Maggio e la Cima, durante la celebrazione del noto rito arboreo che coincide con i festeggiamenti in onore di San Giuliano Martire. 

E proprio ai culti arborei è dedicato il museo con sede nel territorio del Parco di Gallipoli Cognato in cui sono custoditi tutti i documenti relativi ad alcuni dei “matrimoni tra gli alberi” diffusi in regione. L’allestimento ospita una mostra di quadri, collezioni fotografiche e video delle feste del Maggio, testi e informazioni relative ai riti antropologici e sociali e alle antiche tradizioni legate ai culti arborei, oltre a utensili della civiltà contadina. 

Il museo, che svolge anche attività di centro visite, è dotato inoltre di una biblioteca fornita di testi sui culti arborei in Italia e in Europa.

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