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Il lago
Atitlán è
un
grande
lago
situato
sugli altopiani del Guatemala.
Il
bacino
del
lago
è
di
origine
vulcanica
e
occupa
un'enorme caldera formata
da
un'eruzione
di
84.000
anni
fa.
È
noto
come
uno
dei
più
bei
laghi
del
mondo,
e Aldous
Huxley notoriamente
scrisse:
"il lago
di
Como,
mi
sembra,
tocchi
il
limite
del
pittoresco,
ma
l'Atitlan
è
come
il
lago
di
Como
con
abbellimenti
supplementari
di
numerosi
vulcani
immensi.
Davvero
eccezionale".
Si
tratta
di
un bacino
endoreico (manca
di
flusso
diretto
al
mare)
ma
le
sue
acque
infiltranti
alimentano
due
fiumi
vicini.
L'Atitlán
è
riconosciuto
come
il
lago
più
profondo
dell'America
Centrale con
profondità
massima
di
340
metri.
Il
lago
è
modellato
da
scarpate
profonde
che
lo
circondano
e
da
tre vulcani sul
suo
fianco
meridionale
ed
è
contornato
da
città
e
villaggi
popolati
da
popolazione Maya.
Il
lago
si
trova
a
circa
50 km
ad
ovest-nord-ovest
di Antigua e
non
deve
essere
confuso
con
il
più
piccolo lago
Amatitlán.
La
regione
è
stata
oggetto
di
attività
vulcanica
circa
11
milioni
di
anni
fa,
e
da
allora
ha
visto
quattro
episodi
distinti
di
eruzione
vulcanica
e
collasso
della
caldera,
la
più
recente
delle
quali
ha
avuto
inizio
circa
1,8
milioni
di
anni
fa
e
culminò
nella
formazione
dell'attuale
caldera.
Il
lago
riempie
ormai
gran
parte
della
caldera,
raggiungendo
una
profondità
fino
a
340
metri.
L'eruzione
che
generò
la
caldara
è
nota
come eruzione
Los
Chocoyos,
ed
espulse
più
di
300 km³
di tefrite.
L'enorme
eruzione,
che
disperse
cenere
su
una
superficie
di
circa
6
milioni
di
chilometri
quadrati
e
venne
rilevata
dalla
Florida
all'Ecuador,
può
essere
utilizzata
come
marcatore stratigrafico sia
nel Pacifico che
nell'Atlantico (noto
come
cenere
Y-8
nei
depositi
marini). Il chocoyo è
un
tipo
di
uccello
che
nidifica
spesso
nello
strato
di
cenere
relativamente
morbido.
Dalla
fine
del Los
Chocoyos,
sono
continuati
i
fenomeni
di vulcanismo nella
caldera
dando
vita
a
tre
nuovi
vulcani.
Il vulcano
Atitlán si
trova
sul
bordo
meridionale
della
caldera,
mentre
il San
Pedro e
il Tolimán si
trovano
al
suo
interno.
Il
San
Pedro
è
il
più
antico
dei
tre
e
sembra
essersi
formato
in
un'eruzione
di
circa
40.000
anni
fa.
Il
Tolimán
iniziò
a
formarsi
dopo
che
il
San
Pedro
si
fermò,
e
rimase
probabilmente
attivo,
anche
se
non
ha
eruttato
in
tempi
storici.
L'Atitlán
è
cresciuto
quasi
del
tutto
negli
ultimi
10 000
anni,
ed
è
rimasto
attivo,
visto
la
sua
più
recente
eruzione
risale
al
1853.
Il
4
febbraio
1976,
un
fortissimo terremoto (magnitudo 7,5)
colpì
il
Guatemala
uccidendo
più
di
26 000
persone.
Il
sisma
fratturò
il
letto
del
lago
provocando
il
drenaggio
di
una
grandissima
quantità
d'acqua
tale
da
determinarne
l'abbassamento
del
livello
di
due
metri
in
un
mese.

Nel
1955,
la
zona
intorno
al
lago
Atitlán
è
diventata
un parco
nazionale.
Il
lago
era
per
lo
più
sconosciuto
nel
resto
del
mondo
e
il
Guatemala
era
alla
ricerca
di
incrementare
il
turismo
e
rilanciare
l'economia
locale.
La Pan
American
World
Airways suggerì
che
sarebbe
stato
interessante
immettere
nel
lago
un pesce apprezzato
dai pescatori.
Così
venne
deciso
di
inserire
nel
lago
una
specie
ittica
non
nativa,
la Micropterus,
introdotta
nel
lago
nel
1958.
Il
pesce
si
ambientò
rapidamente
e
iniziò
lo
sterminio
dei
pesci
nativi
del
lago.
Alla
fine
si
estinsero
più
dei
due
terzi
delle
specie
ittiche
autoctone
nel
lago
e
ciò
contribuì
all'estinzione
del Podilymbus
gigas,
un
raro uccello che
viveva
soltanto
intorno
alla
regione
del
lago
Atitlán.
Un
aspetto
unico
del
clima
è
quello
che
viene
definito
come Xocomil (dalla
lingua
Kaqchickel
"il
vento
che
portava
il
peccato");
si
dice
che
sia
l'incontro
di
venti
caldi
provenienti
Pacifico
riuniti
a
quelli
freddi
provenienti
da
nord.
Questo
vento
spira
sul
lago
nella
tarda
mattinata
e
nel
pomeriggio
e
produce
mulinelli
che
pongono
a
serio
rischio
di
naufragio
i
naviganti.
Le
forti
piogge
dell'uragano
Stan provocarono
estesi
danni
in
tutto
il
Guatemala
ai
primi
di
ottobre
del
2005,
in
particolare
intorno
al
lago
Atitlán.
Una
massiccia frana seppellì
il
villaggio
lacustre
di Panabaj,
causando
la
morte
di
1.400
persone
e
lasciando
5.000
senzatetto.
Quattro
anni
e
mezzo
dopo
l'uragano
Stan,
la tempesta
tropicale
Agatha (2010)
causò
ingenti
danni
alla
regione provocando
diverse
dozzine
di
morti
fra
San
Lucas
Toliman
e San
Antonio
Palopó.

"In
acqua"
è
il
significato
di Atitlán.
Si
tratta
di
una
fusione
di
semplici
parole nahuatl che
nascondono
la
complessità
della
decifrazione
del
nome.
L'esploratore
tedesco Alexander
von
Humboldt fu
il
primo
straniero
importante
che
lo
chiamò
"il
più
bel
lago
del
mondo.
L'area
presenta
estese
coltivazioni
di caffè,
frutteti
di avocado e
una
varietà
di
colture
agricole,
in
particolare
mais
e
cipolle.
Altri
importanti
prodotti
agricoli
sono
rappresentati
da fagioli, zucca, pomodori, cetrioli, aglio, pepe
verde,
fragole
e
pitahaya.
Il
lago
è
ricco
di
vita
animale
che
fornisce
una
fonte
di
cibo
importante
per
la
popolazione.
Il
lago
è
circondato
da
numerosi
villaggi,
nei
quali
la
cultura
maya
è
ancora
prevalente
e
gli
abitanti
indossano
ancora
gli
abiti
tradizionali.
Il
popolo
maya
di
Atitlán
è
prevalentemente
di lingua
Tz'utujil e Kaqchikel.
Durante
la conquista
spagnola
dello
Yucatán i
Kaqchikel
inizialmente,
assieme
ai Quiché si
allearono
con
gli
invasori
per
sconfiggere
i
loro
nemici
storici
Tz'utujil
ma
vennero
conquistati
e
sottomessi
quando
si
rifiutarono
di
pagare
un
tributo
agli
spagnoli.
Santiago
Atitlán è
la
più
grande
delle
comunità
lacustri,
ed
è
nota
per
il
culto
di Maximón,
un
idolo
formato
dal
sincretismo
fra
divinità
tradizionali
maya,
santi
cattolici
e
leggende
dei
conquistatori.
L'effigie istituzionalizzata
di
Maximón
è
sotto
il
controllo
di
una
confraternita
religiosa
locale
e
risiede
in
diverse
case
di
suoi
membri
durante
il
corso
dell'anno,
per
essere
poi
solennemente
trasferita
in
processione
durante
la Semana
Santa.
Diverse
città
in
Guatemala
hanno
culti
simili,
in
particolare
il
culto
di San
Simón a Zunil.
Mentre
la
cultura
maya
è
predominante
nella
maggior
parte
delle
comunità
lacustri, Panajachel,
è
stato
travolto
negli
anni
da
guatemaltechi
e
turisti
stranieri.
Ha
attirato
molti hippies negli anni
1960,
e
anche
se
la
guerra
ha
indotto
molti
stranieri
a
lasciare,
la
fine
delle
ostilità,
nel
1996,
ha
visto
ancora
una
volta
aumentare
il
numero
di
visitatori
e
l'economia
della
città
è
oggi
quasi
interamente
dipendente
dal
turismo.
Non
esiste
una
strada
che
circonda
il
lago
e
le
comunità
sono
raggiungibili
in
barca
o
tramite
strade
di
montagna
che
possono
avere
brevi
estensioni
lungo
la
riva. Santa
Cruz
La
Laguna e Jaibalito possono
essere
raggiunte
solo
in
barca.
Santa
Catarina
Palopó e San
Antonio
Palopó sono
collegate
a
Panajachel.
Altri
luoghi
principali
sono Santa
Clara
La
Laguna
e
San
Pedro
La
Laguna a
ovest, Santiago
Atitlán a
sud
e San
Lucas
Tolimán a
est.

Diversi
siti
archeologici
maya
sono
stati
trovati
intorno
al
lago.
Sambaj,
situato
a
circa
55
metri
sotto
il
livello
attuale
del
lago,
sembra
essere
almeno
dal
periodo
pre-classico. Vi
sono
resti
di
molti
gruppi
di
edifici,
compreso
un
grosso
gruppo
di
edifici
ritenuto
essere
stato
il
centro
dell'insediamento.
Un
secondo
sito,
Chiutinamit,
è
stato
scoperto
dai
pescatori
locali,
che
"hanno
notato
quella
che
sembrava
essere
una
città
subacquea". Durante
le
conseguenti
indagini,
sono
stati
rinvenuti
cocci
di
ceramica
che
hanno
permesso
la
datazione
del
sito
al
tardo
periodo
pre-classico
(600
a.C.
-
250).
Durante
la guerra
civile,
il
lago
fu
teatro
di
molte
terribili
violazioni
dei
diritti
umani,
dato
che
il
governo
perseguì
una
politica
di terra
bruciata.
I
popoli
indigeni
vennero
considerati
universalmente
sostenitori
dei guerriglieri che
stavano
combattendo
contro
il
governo,
e
furono
oggetto
di
rappresaglie
brutali.
Almeno
300
maya
di
Santiago
Atitlán
si
ritiene
siano
scomparsi
durante
il
conflitto.
Due
eventi
di
questa
epoca
assursero
a
avvenimenti
internazionali.
Uno
fu
l'assassinio di Stanley
Rother,
un missionario dell'Oklahoma,
nella
chiesa
di
Santiago
Atitlán,
nel
1981.
Nel
1990,
una
marcia
di
protesta
spontanea
verso
la
base
dell'esercito,
posta
ai
margini
della
città,
venne
colpita
con
armi
dal
fuoco,
causando
la
morte
di
13
civili
disarmati.
La
pressione
internazionale
costrinse
il
governo
guatemalteco
a
chiudere
la
base
e
a
dichiarare
Santiago
Atitlán
"zona
libera-militare".
Il
monumento
che
commemora
il
massacro
è
stato
danneggiato
dalla
colata
di
fango
del
2005.
Fonte:
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