Monte McKinley e Parco Nazionale del Denali
Alaska

 

  

Quando gli aspri venti spazzano le vette dirupate dei monti, il cielo si tinge di un blu glaciale e un manto di pura neve sfavilla sulle pareti di massicci misteriosi, chiazzati e screziati dalla pietra grigia che traspare in macchie serrate; le montagne si profilano alte su questo innevato paese delle meraviglie, che in estate si trasforma in un fragile paradiso di tundra.

In una grigia giornata estiva, le zanzare aggrediscono i teneri fianchi di un alce intenta a guadare le acque poco profonde ai piedi di una montagna eternamente bianca, il monte McKinley, che gli Aleuti chiamavano Denali, "l'Alto", e che nel 1896 fu patriotticamente battezzato dai coloni provenienti dagli Stati Uniti con il nome del presidente in carica, William McKinley. La sommità meridionale del massiccio, a 6194 metri di altitudine, ne fa la montagna più alta montagna del Nord America, coperta per i due terzi superiori da nevai perenni che alimentano numerosi ghiacciai; in effetti, poiché il massiccio è situato 5180 metri al di sopra della fascia arborea, fra gli aridi pendii di granito, coperti in molti punti da uno strato di ghiaccio dello spessore di decine di metri, non sussiste la vita. 

Il Denali, al 2015 noto come Monte McKinley, è una montagna che fa parte della grande catena dell'Alaska, un arco montuoso di 960 km che si estende attraverso la parte sudorientale dello stato: con i suoi 6190 metri d'altezza s.l.m., è la più alta del Paese e dell'intero continente nordamericano nonché la terza al mondo per prominenza.

Il 2 settembre 2015 l'Istituto Geologico degli Stati Uniti ha annunciato che la montagna è alta 6190 m s.l.m. e non 6194 metri come misurato nel 1952 usando la fotogrammetria.  

Al toponimo originario, che nella lingua dei nativi athabaskani significa "grande montagna", nel 1896 fu affiancato quello di "Monte McKinley" in supporto all'allora candidato alla presidenza statunitense William McKinley, poi eletto nello stesso anno. Nel 1917, con l'istituzione del Parco nazionale del Monte McKinley, il governo federale riconobbe ufficialmente il toponimo "Monte McKinley". Nel 1975, la Commissione per la toponomastica dell'Alaska ripristinò, a livello statale, il nome "Denali", chiedendo all'omologo ufficio federale di fare altrettanto. Solamente il 31 agosto 2015 il presidente Barack Obama ripristinò il toponimo originario, ricevendo il plauso della comunità locale e della senatrice dell'Alaska Lisa Murkowski, ma anche le critiche di alcuni esponenti politici dell'Ohio, stato di origine di McKinley.  

Il Denali presenta un profilo più largo e graduale rispetto a quello dell'Everest, e tuttavia appare maggiormente prominente rispetto all'ambiente circostante. Infatti il Monte Everest, benché molto più alto in termini assoluti (8848 m sopra il livello del mare), si eleva al di sopra dell'altopiano tibetano, posto a circa 5200 m, sicché il dislivello tra la base e la vetta della montagna risulta pari a circa 3600 m. La base del Denali al contrario poggia su un altopiano elevato in media 700 m, conferendo alla montagna un dislivello effettivo di 5400 m.  

Tale caratteristica non deve però essere confusa con la prominenza topografica: quella del Denali è pari a 6138 m (quasi quanto la sua altezza), calcolata tra la vetta della montagna e l'istmo di Panama (56 m). In base a questo criterio, la montagna è la terza vetta più prominente del pianeta dopo l'Everest e l'Aconcagua.

La prima ascesa del Denali risale al 7 giugno 1913, e fu compiuta da una spedizione guidata da Hudson Stuck. In precedenza, nel 1903, Frederick Cook aveva sostenuto di aver scalato per primo il monte, ma non si hanno sufficienti prove dell'impresa. Nel 1947, Barbara Washburn fu la prima donna a raggiungerne la vetta.

Tra le imprese alpinistiche considerate di maggior rilievo è quella compiuta nel 1961 dalla spedizione italiana guidata da Riccardo Cassin, che riuscì a salire per la prima volta l'immensa parete sud della montagna. Nel 1984 Renato Casarotto ha compiuto la prima salita della cresta sud-est (South Buttress - Ridge of No Return).

La prima ascesa femminile in solitaria risale al 1982 e fu effettuata dall'alpinista italiana Miri Ercolani. Dopo aver raggiunto la vetta il 21 luglio iniziò la discesa ma, a quota 3000 metri, in prossimità del passo Kahiltna fu sorpresa dal maltempo (temperature intorno a −30°C e visibilità pari a zero) e dovette scavare nella neve per crearsi un riparo. Solo tre giorni dopo fu in grado di riprendere la discesa; nel frattempo era riuscita a idratarsi e a nutrirsi adeguatamente commettendo però l'errore di non togliersi mai gli scarponi per controllare i piedi e indossare calze asciutte. Quando arrivò al campo base (2000 metri) intorno alle 14.00 del 27 luglio trovò ad aspettarla Thomas Lowell del Talkeetna Air Taxi. Una volta arrivata nella piccola cittadina si rese conto di avere entrambi gli alluci dei piedi congelati. Il 28 di luglio lo stesso Lowell la condusse al Providence Hospital di Anchorage perché ricevesse cure adeguate.

Oggigiorno la montagna viene scalata regolarmente, anche se costituisce un'impresa ad alto rischio a causa delle bassissime temperature che vi si registrano (spesso al di sotto dei −40°C), delle copiose nevicate, del connesso rischio valanghe e delle poche ore di luce giornaliere (data la vicinanza della montagna al circolo polare artico) qualora l'ascesa venga effettuata in inverno.

Il 7 giugno 2014, in 11 ore e 48 minuti, lo scialpinista catalano Kílian Jornet i Burgada ha stabilito il record di ascesa e discesa in solitaria, battendo il precedente record del 2013 detenuto da Ed Warren di 16 ore e 46 minuti. L'atleta, partendo dal campo base situato a quota 2000 m, ha impiegato 9 ore e 45 minuti per raggiungere la cima, seguendo in gran parte la via Rescue Gully. La discesa è avvenuta con gli sci sulla medesima via.

Il monte McKinley e le altre svettanti montagne che lo circondano sono compresi nel territorio del Denali National Park and Preserve: 19.189 chilometri quadrati di tundra e di taiga a protezione di un ecosistema artico completo. L'area, istituita nel 1917 come Mount McKinley National Park, cambiò denominazione nel 1980 per rispetto verso gli originari abitanti, gli Aleuti, e divenne una Riserva Internazionale della Biosfera nel 1976. 

La porzione del Denali interessata dalla taiga, un vocabolo russo che indica la foresta di conifere ubicata all'interno delle valli fluviali più basse, si estende oltre gli 800 metri di quota, in foreste che includono piccoli abeti rossi, pioppi tremuli e betulle. 

Una volta superati i 900 metri si raggiunge il limite della vegetazione arborea, oltre la quale sussiste solo la tundra, un ambiente di bassi arbusti e di minuscoli fiori selvatici che gode di un un brevissimo periodo di crescita, limitato a tre mesi; alle quote più elevate, la tundra è in genere interessata da un clima piuttosto asciutto, mentre le aree rimanenti sono fredde e umide, con estensioni paludose ricche di cespugli erbosi, noti con il nome indiano di itussock.

Di fatto la tundra comprende una foresta in miniatura, dotata di versioni in scala minore di piante che altrove crescono più alte e più a longeve.  

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Un ristretto numero di specie di mammiferi e di uccelli si è adattato a sopravvivere nelle regioni artiche, servendosi di strati di grasso sottocutaneo e di folte pellicce per isolarsi dal freddo, ma i mammiferi costituiscono popolazioni piuttosto numerose: il parco fornisce l'habitat necessario alle pecore di Dall, alle alci, agli orsi grizzly e ai caribù. 

Le vaste mandrie dì questi ultimi si spostano da una parte all'altra del Parco, nutrendosi di erba e di licheni, mentre la solitaria alce ama trascorrere il tempo in acqua nelle zone meno elevate. Al contrario, la pecora di Dall preferisce le alte quote. 

I possenti e imprevedibili grizzly, nutrono ben poco timore nei confronti degli esseri umani e possono essere molto pericolosi: gli individui maschi pesano al minimo due quintali e arrivano ben oltre i due metri di altezza quando si ergono sulle zampe posteriori; caratterizzati da una sorta di gobba sulla schiena e da un muso largo e piatto, i grizzly sono i veri sovrani delle solitudini del Nord America.

Durante la breve estate, i grandi massicci montuosi e le pianure estese a perdita d'occhio della regione del Denali ricevono dalle 16 alle 20 ore di luce solare, mentre l'inverno porta più oscurità che luce; per fiorire e riprodursi durante la breve estate, le piante locali devono essere in grado di sopportare temperature assai rigide per periodi molto prolungati: resistenti al gelo, presentano dimensioni limitate che permettono allo scudo della neve invernale di proteggerle dal forte vento che soffia incessante. 

Tutto considerato, il Denali impressiona il visitatore tanto per la straordinaria tenacia della flora e della fauna che ospita, quanto per la possanza e l'enormità dei suoi picchi di granito. In una giornata estiva, da un punto d'osservazione distante appaiono tre fasce orizzontali distinte: quella inferiore è la lussureggiante foresta a taiga, la mediana è composta dal massiccio grigio e candido circondato dalle nubi, mentre la fascia superiore è la volta del limpido cielo azzurro che copre ogni cosa. La bellezza incredibile di tutto l'ecosistema del Denali lo rende una delle più emozionanti meraviglie naturali del Nord America.

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