|
Il
centro abitato sorge su un'altura tra i fiumi Bradano e Basento a
458 m s.l.m. nella
zona centro-orientale della provincia.
La
questione etimologica del toponimo Pomarico è alquanto complessa al punto
da apparire a tratti confusa. Secondo il Giordano infatti deriverebbe
dall'osco Posmum stlocus o secondo il Pasquale dalle voci latine Pomi
ager, il Racioppi invece la ritiene originaria dalla fusione delle parole
Pomaria locus formandosi così la parola Pomaricus. Il nome attuale di
Pomarico non può avere questi termini quali etimi immediati, perché le
leggi fonetiche della linguistica non giustificano un tale esito. Pomarico
deriva invece da Pomarium (= pomario, pometo, campo di alberi da frutta) +
il suffisso -icus che denota il significato di appartenenza.
Il
gonfalone è disegnato secondo le derivazioni ricostruite dal Pasquale: un
albero di melo verdeggiante, tre monti, due pesci che rappresentano i
fiumi Basento e Bradano, le lettere P ed A ai lati del fusto. Sulla
identificazione del pomo, si è soliti indicarlo come mela. Orbene, il
significato esatto del termine latino pomum è "frutto di forma
tondeggiante" senza riferirsi ad uno in particolare. C'è da
considerare, inoltre, che Pomarico non sembra essere stata mai famosa per
le mele, mentre lo è stata per i fichi, sicché è in questo che va
identificato il pomo del toponimo.
Le
origini di Pomarico sono molto remote; nel suo territorio infatti si
trovano due antichissimi centri, Pomarico vecchio e Castro
Cicurio. Il primo, situato a circa 12 km dall'attuale città, fu un
centro lucano fortificato,
anteriore al V
secolo a.C., che successivamente subì l'influenza delle colonie
della Magna
Grecia, poste sulla costa jonica a poca distanza dal centro stesso.
Castro Cicurio, invece, fu un insediamento risalente al periodo della
dominazione romana.
L'attuale
Pomarico fu fondata, invece, nel IX
secolo dagli abitanti di Pomarico vecchio, dopo che
quest'ultimo fu distrutto più volte dai Saraceni.
Durante
il periodo
normanno il centro appartenne come casale alla
contea di Montescaglioso e
successivamente fu a lungo sottoposto all'Abbazia
benedettina di San Michele Arcangelo; solo nel 1714 cessò
tale contesa, quando all'Abbazia fu assegnata la parte di territorio dove
si trovava Castro Cicurio. Numerosi furono i feudatari che possedettero la
città nel corso dei secoli: a partire da Francesco II del Balzo che
rifece la chiesa; i Donnaperna che nella seconda metà del XVIII
secolo costruirono il grande palazzo marchesale.
Il
25 gennaio 2019 una frana, seguita da altri smottamenti, ha interessato il
centro storico di Pomarico distruggendone una parte.
Il
Borgo
Su
un’altura tra i fiumi Bradano e Basento, Pomarico sembra fare da guardia
alla valle su cui affaccia, nel cuore della morbida collina materana.
Circondato
da estesi campi costellati da uliveti, vigneti e frutteti – come indica
il suo nome che deriva da “Pomaria Locus” o “Pomi Ager”, “luogo
ricco di alberi fruttiferi” – e
per la bellezza naturalistica del circostante bosco della Manferrara, il
paese si presenta come uno splendido dipinto che non ci si stanca di
ammirare.
Non
mancano però aspetti culturali di forte impatto, a partire dalle sue
origini antichissime testimoniate dalla scoperta di reperti archeologici
appartenenti all’età greco-ellenistica, fino al suo caratteristico
borgo antico, denominato Rione Castello, dove si possono visitare i
palazzi gentilizi con portali e ringhiere in ferro battuto e le numerose
chiese.
Castello
Era
situato sulla sommità della collina dove si sviluppò il centro abitato
di Pomarico. Sebbene ne siano pervenuti solo pochi resti, il toponimo è
rimasto nell'uso corrente ad indicare questa parte del paese.
Palazzo
Donnaperna
Realizzato
tra il 1773 e il 1775 dall'ingegnere Giuseppe Falchignano per volere del
Marchese Filippo Maria Donnaperna, Palazzo Marchesale Donnaperna è
un'imponente e affascinante dimora signorile settecentesca che grazie
al lavoro di recupero e restauro di cui è stata protagonista negli anni,
ospita eventi culturali di vario genere, oltre ad essere sede del Museo
della Cultura Contadina e delle Tradizioni popolari. Il Palazzo,
sviluppato su tre piani, si presenta a pianta quadrangolare e circonda un
ampio cortile interno.
Al
piano terra sono presenti numerosi locali di servizio adibiti a depositi,
granai e stalle.
Al
primo piano, invece, in quella che un tempo probabilmente era l'ala
destinata alla servitù, è ospitato il Museo della Civiltà contadina,
curato e gestito dalla Pro Loco di Pomarico.
Al
piano alto, infine, quello destinato alla residenza baronale, tra le
stanze di rappresentanza di maggior pregio artistico spicca il Salone
delle Feste, chiamato anche "Salone rosa" per via del colore che
ne contraddistingue la decorazione delle volte decorate a tempera che
rimandano alla tradizione pittorica paesaggistica napoletana di fine
Settecento e inizi Ottocento.
Chiesa
madre di San Michele Arcangelo
La
chiesa madre di San Michele Arcangelo è la chiesa principale di Pomarico.
Situata nel centro storico del paese, la chiesa è dedicata all'arcangelo
Michele, patrono della città.
L'edificio,
in stile barocco, è stato costruito tra il XVII e il XVIII secolo ma a
causa dei danni riportati nel terremoto del 1980 ha subito un lungo
restauro conclusosi nel 1994, che fortunatamente gli ha restituito il suo
antico splendore.
La
facciata presenta un portale risalente al XVI secolo, sormontato da un
arco a tutto sesto e da una finestra centrale.
L'interno
della chiesa è caratterizzato da volte a crociera e da decorazioni in
stile barocco, e conserva interessanti opere d'arte, tra cui tele
seicentesche di Pietro Antonio Ferro e Andrea Vaccaro, una statua lignea
di San Michele risalente al 1400 e un pregevole antifonario del XVI
secolo.
La
Chiesa di San Michele Arcangelo è un importante luogo di culto e di
spiritualità per la comunità di Pomarico, e ospita importanti festività
religiose e celebrazioni durante l'anno.
Chiesa
di Sant'Antonio da Padova
Vale
la pena visitare anche la chiesa di Sant’Antonio da Padova, annessa
all’antico convento, con facciata a capanna, in pietra locale, il
portale litico e due volute che reggono un architrave.
La
chiesa, risalente al XVII
secolo, conserva al suo interno un paliotto in marmo del 1700,
alcuni altari barocchi, importanti tele del seicento e
del settecento di Pietro
Antonio Ferro (la Deposizione e la Madonna col
Bambino coi santi Francesco e Antonio del 1625) e Domenico
Guarino, tra cui una Maddalena penitente firmata da
quest'ultimo e datata 1720,
ed un coro ligneo intagliato.
Chiesa
della SS. Addolorata
Legata
alle origini stesse di Pomarico, la Chiesa della SS. Addolorata è
l'edificio ecclesiastico più antico esistente a Pomarico. Essa esisteva
probabilmente ai tempi dei Normanni e venne dedicata a San Michele
Arcangelo quando il feudo passò alla contea di Montescaglioso.
Nel
1741 l'edificio venne sottoposto a restauro prendendo quindi il titolo di
SS. Addolorata e nello stesso anno venne istituita la Confraternita
dedicata alla SS. Addolorata, l'unica oggi ancora esistente.
Palazzo
Comunale

Il Palazzo Comunale di Pomarico, ex Convento di Sant'Antonio, è un
edificio storico sito al centro del paese. Struttura imponente e
prestigiosa, risalente al XII secolo, presenta uno stile architettonico
tipico dell'epoca, con elementi in pietra e muratura che gli conferiscono
un'aura di maestosità e solennità.
La
tessitura muraria originale è apprezzabile sulla muratura esterna, mentre
i locali interni, in seguito agli interventi di restauro che l'hanno
trasformato in Municipio, sono stati intonacati di bianco, lasciando a
faccia vista solamente gli stipiti delle finestre, alcune volte a crociera
e la sommità dei parapetti posti tra le campate degli archi ai lati dei
chiostri.
Attualmente,
il Palazzo Comunale di Pomarico rappresenta uno dei principali luoghi di
interesse storico e culturale del paese.
Torre
dell'Orologio
Per
secoli unico riferimento orario che avevano i contadini per scandire la
giornata lavorativa nelle campagne, la Torre civica dell'orologio,
edificata tra il XVI e il XVII secolo, è uno dei simboli caratteristici
di Pomarico.

Fonte:
|