Prè-Saint-Didier
(Aosta)

 

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Pré-Saint-Didier è un comune italiano della Valle d'Aosta nordoccidentale, famoso principalmente per le sue terme e per l'orrido di Verney.

Pré-Saint-Didier si trova nella Valdigne, l'alta valle della Dora Baltea. Il suo territorio si estende ai piedi dell'orrido di Verney (in francese, Gouffre du Verney), è attraversato dal torrente Dora di Verney, all'imboccatura del vallone di La Thuile.

L'etimologia del nome fu indagata dall'abbé Henry, che nella sua opera Histoire de la Vallée d'Aoste narrò la leggenda secondo cui Saint Didier (Desiderio) fu un prete fuggito da Lione nel 202 a causa della persecuzione dei cristiani nell’Impero Romano. Egli era solito recarsi a pregare sul pianoro sovrastante il borgo, da qui il nome Pré-Saint-Didier, cioè "prato del Santo Didier".  

Precedentemente occupata dai Salassi, in epoca romana da Pré-Saint-Didier passava la via delle Gallie. Già in epoca romana, in cui Pré-Saint-Didier era definito con il toponimo Aræbrigium, le fonti calde della zona erano conosciute, ma il loro sfruttamento ebbe inizio alla metà del Seicento.

Il comune assunse il nome di Pré-Saint-Didier-les-Bains durante il Regno di Sardegna, in ragione della realizzazione dello storico stabilimento termale, che risale al 1834. Nel 1888 venne realizzato l'edificio che ospitava il casinò.

Per oltre 150 anni, le terme furono frequentate dai membri di Casa Savoia.

Dal 1939 al 1946, il toponimo di Pré-Saint-Didier fu italianizzato in San Desiderio Terme. È in questo periodo che per esigenze belliche venne costruito lo sbarramento di San Desiderio Terme, parte del Vallo Alpino Occidentale. Il toponimo attuale fu ristabilito nel 1946.

La riapertura delle terme negli anni 2000 ha dato un importante rilancio alla presenza turistica nel comune e all'economia locale.

Grazia alla posizione strategica, il borgo ha una storia antica, terra dei Salassi prima, via di transito dei Romani poi, proprietà dei Savoia in epoca medievale, come del resto l'intera Valdigne, da La Salle a Courmayeur. Testimonianza di questo periodo, il campanile medievale che risale al XI o XII secolo. La Chiesa di San Lorenzo ha una pianta a croce latina e una sola navata che si compone di tre campate a vela. Il transetto al centro ha una cupola ovale ribassata e le cappelle le volte a botte. 

L'attuale aspetto della chiesa risale alle due principali ristrutturazioni del XV secolo e poi del 1891, quando venne ampliata per volere di monsignor Duc. La chiesa custodisce degli altari in legno intagliato del XVII secolo, tra cui uno dorato, il maggiore, decorato con dipinti della Madonna, di San Lorenzo e Sant'Amante. C'è poi il crocifisso ad arco trionfale del XV secolo che ricorda quello della Cattedrale di Aosta. Di particolare interesse il campanile romanico-lombardo che si stima essere il più antico dell'intera Valle.

Con lo scorrere del tempo la cittadina ha mantenuto la sua importanza strategica, da qui infatti passarono le milizie napoleoniche e quelle tedesche durante la seconda guerra mondiale. A testimonianza di ciò i numerosi fortini e le gallerie sotterranee, oggi adibiti a depositi per la fontina della Valdigne.

Le frazioni di Pré-Saint-Didier, Verrand, Palleusieux, Champex ed Elévaz, conservano nelle cappelle preziose statue di legno intagliato e dipinto datate tra il XIV e il XVI secolo. Degna di nota anche la frazione di La Balme che un tempo ospitava la Cappella di Santa Maddalena costruita nel 1340 per volere di Aimone Giovanni Balma come anche l'ospedale per i pellegrini. Purtroppo però la cappella e l'ospedale furono demoliti nel 1877.

Chiesa di San Lorenzo

La Chiesa di San Lorenzo è un simbolo storico e religioso nel comune di Prè-Saint-Didier. Risalente al XV secolo, questa chiesa rappresenta un importante luogo di culto e di interesse turistico per i visitatori che desiderano immergersi nella storia e nella spiritualità della zona.

L'attuale aspetto della chiesa risale alle due principali ristrutturazioni del XV secolo e poi del 1891, quando venne ampliata. La struttura architettonica della Chiesa di San Lorenzo è caratterizzata da uno stile gotico, con elementi decorativi e affreschi che raccontano la storia religiosa della comunità locale. 

Il portale principale risale all’epoca dell’ultima grande ristrutturazione ed è sormontato da un’opera lignea raffigurante il patrono del paese, San Lorenzo, eseguita da un abile artigiano locale, Ottavio Grange. Nel transetto, sul lato sinistro si trova l’altare della Madonna delle Vittorie, la cui statua risale al XIX secolo, mentre il resto del complesso risulta anteriore (XVIII secolo); sul lato destro, invece, si trova l’altare di San Giuseppe. Nell’abside, l’altare maggiore, del XVIII secolo, è sovrastato dal Crocefisso, consacrato in occasione dei lavori eseguiti a fine Ottocento. Sul lato destro, la porta della sagrestia risale al XVII secolo ed è in noce con pannelli intagliati a cristalli prismatici.

Il campanile risulta uno dei più antichi della Valle, con quelli di Sarre, Chesallet, Issime e del priorato di San Benigno (Saint-Bénin) di Aosta: la torre congiunge elementi stilistici del romanico-lombardo, dalla tipica bifora sotto l’arco di scarico, a elementi più tardivi (XIII secolo) quali il capitello alla maniera dei barbacani di castello e un arco di scarico raccordato, con funzione esclusivamente decorativa.

Ha una pianta a croce latina e una sola navata che si compone di tre campate a vela.

La Chiesa di San Lorenzo è dedicata al santo martire Lorenzo, patrono dei cuochi e degli archivisti, rendendola un luogo di preghiera e di venerazione per coloro che desiderano chiedere la sua protezione e il suo intervento. Gli interni della chiesa sono riccamente decorati con opere d'arte sacra e arredi liturgici, che testimoniano la devozione e la fede della comunità locale nei confronti di San Lorenzo.

ChiesaSanLorenzo3.jpg (360970 byte)La chiesa custodisce degli altari in legno intagliato del XVII secolo, tra cui uno dorato, il maggiore, decorato con dipinti della Madonna, di San Lorenzo e Sant'Amante.

La chiesa ospita regolarmente servizi religiosi e celebrazioni, che attirano fedeli e visitatori da tutto il mondo per partecipare alle liturgie e ai riti tradizionali della fede cattolica. La Chiesa di San Lorenzo rappresenta un punto di riferimento per la comunità locale e un luogo di aggregazione e di condivisione per coloro che desiderano vivere la propria fede in un ambiente accogliente e familiare.

La Chiesa di San Lorenzo è inoltre circondata da un suggestivo paesaggio naturale, che offre ai visitatori la possibilità di godere di splendide vedute panoramiche sulle montagne circostanti e di immergersi nella bellezza e nella tranquillità della natura. 

Questo luogo sacro, situato nel cuore della Valle d'Aosta, rappresenta un'oasi di bellezza e di spiritualità, che invita i visitatori a riflettere e a meditare.

Terme di Saint Didier

Pré-Saint-Didier sorge alla base del gradino di confluenza fra la valle di La Thuile e quella della Dora Baltea. Il ghiacciaio che nel pleistocene scendeva dai bacini di raccolta della Catena del Monte Bianco lungo la valle oggi percorsa dalla Dora Baltea era assai più potente di quello che scendeva dalla valle di La Thuile. Il ghiacciaio del Monte Bianco perciò era dotato di una forza erosiva assai maggiore di quello della valle di La Thuile e di conseguenza, la valle percorsa dal primo, venne erosa più profondamente che non quella lungo la quale scendeva il secondo. In questo lento ma possente lavoro erosivo il torrente giunse a tagliare per molte centinaia di metri il fianco della montagna e le falde acquifere in esso esistenti. Il fenomeno più interessante a cui la profonda erosione ha dato luogo è lo sgorgare, dal fianco della parete incisa, della sorgente termale. 

Il suo calore, che è di circa 38 °C, è dovuto al gradiente geotermico, il fenomeno per cui in un pozzo o in una galleria a mano a mano che si scende si incontrano temperature sempre maggiori. Dato il suo calore essa scioglie molti sali contenuti nelle rocce fra cui scorre e perciò acquista diverse virtù curative; le moderne analisi hanno rilevato in esse la presenza di silici, acidi arsenicati, ossido di ferro, carbonato di calcio. 

Le Terme di Pré Saint Didier sono famose sin dai tempi antichi per le proprietà rilassanti delle loro acque, in grado di regalare un completo benessere psicofisico. Le fonti calde della zona erano infatti già conosciute in epoca romana e possono vantare una storia millenaria, sebbene la realizzazione dello stabilimento termale risalga al 1834. Infatti, dopo un uso abituale in età romana e medioevale, il primo interesse per la sorgente termale ha inizio nel diciottesimo secolo, mentre lo sviluppo industriale delle Terme avviene a metà del diciannovesimo secolo e perdura con sviluppo progressivo sino all'inizio dell'ultima guerra mondiale. Nel secondo dopoguerra si assiste ad un tentativo di riattivazione delle terme, presto conclusosi. In seguito, negli anni '70 e '80, si assiste ad un dibattito, spesso acceso, in merito alla possibilità di un ripristino dell'attività.

L'intervento effettuato e la maestosa ristrutturazione operati preso la struttura a partire dal 2000 hanno riportato le terme al loro antico splendore, con il grande merito di aver preservato l'architettura dell'epoca. Per oltre 150 anni le terme furono uno dei principali centri di attrazione della valle, ospitando personaggi illustri e diventando il luogo di villeggiatura preferito, tra gli altri, dalla famiglia reale dei Savoia. 

Oggi le Terme di Pré-Saint-Didier si presentano come una realtà in continua evoluzione sempre più integrata nel contesto economico e sociale della Valdigne. Un'attrattiva dell'intero comprensorio, un gioiello che brilla nel cuore della Valle d'Aosta, uno spazio senza tempo che offre una nuova filosofia di centro termale come luogo di benessere, relax, rigenerazione e rinascita, rifacendosi alla sapienza e alla tradizione delle antiche terme romane. 

TermeNuovaStruttura.jpg (358134 byte)Il percorso benessere comprende oltre quaranta pratiche tra vasche idromassaggio ad intensità differenziata, vasche relax con acqua termale ferma, jacuzzi esterne, vasche con musica subacquea, cascate tonificanti, riflessologia plantare, saune a tema, bagni turchi aromatizzati, area fanghi, sale di cromoterapia, sale di aromaterapia, stube in legno, sale relax panoramiche e tanto altro. 

Un corridoio cromatico sotterraneo collega l'edificio termale dell'Ottocento con l'edificio dell'Ancien Casinò, che oggi ospita servizi termali innovativi ed un'area dedicata ai fanghi. Attraverso un suggestivo passaggio nell'acqua si passa dal corpo centrale ai giardini dove sono state realizzate tre piscine, fiore all'occhiello dell'intera struttura. Qui, estasiati dalla bellezza della cornice naturale, è possibile immergersi nelle piscine poste nel solarium naturale, ammirando il massiccio del Monte Bianco. Completano il giardino termale le saune ricavate in caratteristiche baite di legno con vetrate panoramiche sulla catena del Bianco. 

Le piscine esterne offrono aree dormeuses prendisole con idromassaggi localizzati sulle varie parti del corpo, sedute energizzanti e aree relax. Durante la giornata il Maestro del Benessere organizza degli eventi per ritrovare in modo corretto bellezza e forma fisica, conducendo gli Ospiti in tecniche di rilassamento, esercizi e trattamenti per il corpo effettuati nelle saune, maschere di bellezza e peeling aromatizzati nel bagno vapore. 

AcquaTermale2.jpg (526375 byte)Una torre dell'edificio è dedicata all'area massaggi, dove si possono scegliere trattamenti come massaggi tradizionali, antistress, defaticanti, trattamenti cervico lombari, linfodrenaggio, hot stone massage, massaggio viso e altro ancora. Per un profondo benessere in confortevoli sale panoramiche.

Per oltre 150 anni, queste terme furono uno dei principali centri di attrazione della famiglia reale sabauda. Nel Novecento, dopo circa 30 anni di inattività, l'impianto ha subito una ristrutturazione: la riapertura delle terme ha dato un importante rilancio alla presenza turistica nel comune e all'economia locale.

Dalle terme parte un sentiero che porta alla passerella panoramica sospesa sull'orrido di Verney, attrazione turistica inaugurata nella primavera del 2014.

Orrido di Verney

Orrido ZipLine.jpg (277777 byte)L'orrido di Verney è una cascata racchiusa da imponenti pareti rocciose pressoché verticali, strette e anguste. Ha origine dalle incisioni postglaciali operate dalle acque della Dora di Verney, provenienti dal vallone di La Thuile.

Sull'orrido è stata costruita una passerella sospesa nel vuoto raggiungibile tramite un sentiero. La struttura è stata inaugurata nella primavera del 2014.

Il termine orrido si rifa alla cultura del Romanticismo ed indica un luogo dove la natura selvaggia regna incontrastata, che affascina il visitatore, facendo provare forti sensazioni adrenaliniche. La seconda parte del nome invece fa riferimento alla Dora di Verney, il torrente che scorre nella gola.

L’orrido di Pré Saint Didier è visibile da due punti: dal sentiero situato vicino alle terme e dall’alto, dal privilegiato punto d’osservazione che offre la nuova passerella sospesa.

Nelle vicinanze del vecchio ponte medievale a dorso d’asino che, costruito nel 1700, permetteva di raggiungere le antiche terme incassate sotto le rocce, parte un facile sentiero che conduce alla suggestiva passerella sospesa sulla gola dell’Orrido. 

La passerella infatti, grazie ai suoi 160 m. di altezza, permette di godere di una vista incomparabile sulla catena del Monte Bianco, sulla conca di Pré-Saint-Didier con Champex, Palleusieux e Verrand, e di un panorama mozzafiato sulla cascata e sulla grotta dove sgorgano le due sorgenti di acqua termale.

BrandBatiment.jpg (132874 byte)Grand bâtiment

Il Grand bâtiment, in località Verrand, con le sue finestre gotiche, è un'antica casa detta anche Castello di Verrand.

Sbarramento di San Desiderio Terme

Lo sbarramento di San Desiderio Terme, o caposaldo autonomo di San Desiderio Terme, è uno degli sbarramenti d'arresto del Sottosettore X/b Piccolo San Bernardo. Lo sbarramento, posto nell'attuale Pré-Saint-Didier (San Desiderio Terme in epoca fascista) al limitare con Morgex, aveva la funzione di proteggere il fondovalle valdostano, insieme agli sbarramenti di Runaz (frazione di Avise) e di Villanova Baltea (l'attuale Villeneuve), per impedire l'avanzata di eventuali nemici verso Aosta e da lì verso la Pianura Padana.

Il caposaldo di San Desiderio fa parte del X Settore di Copertura Baltea, uno dei dieci settori in cui venne diviso il Vallo Alpino Occidentale. L'area difesa si estendeva tra la strada per La Thuile e il Piccolo San Bernardo e la biforcazione tra la Val Ferret e la Val Veny, nel territorio comunale di Courmayeur.

Le opere dello sbarramento di San Desiderio Terme vennero edificate in due fasi successive. In un primo tempo vennero costruite quattro opere di tipo 7000, le opere 207, 208, 209 e 210 considerate concluse nel 1939. 

Appartengono a questa prima fase anche la Tagliata ferroviaria e l'Antitagliata stradale, mentre furono solo iniziati i lavori per la Tagliata stradale e il Fosso anticarro. In una seconda fase, nel 1940, si decise per un potenziamento generale dello sbarramento, con il completamento del Fosso anticarro e la costruzione di sette nuove opere di tipo 15000: le opere G1, G1 bis, G2, G4, G5, G6 e G7.

Nel 1942 si poteva dire che erano «a lavori ancora in corso, ma tatticamente utilizzabili»; se le murature erano state completate, arredi, infissi e impianti tecnici non vennero probabilmente mai installati.

Con il trattato di pace del 1947 numerose opere del Vallo Alpino vennero annesse alla Francia grazie alle rettifiche del confine, delle altre era prevista «La distruzione (...) nel limite di 20 chilometri da qualsiasi punto della frontiera, quale è determinata dal presente Trattato» che doveva essere «completata entro un anno dall'entrata in vigore». Per ragioni economiche, molte di esse vennero disarmate e semplicemente abbandonate.

Le opere 209 e G1 sono state ridotte a ruderi, secondo le clausole militari. Le opere G2 e G6 risultano fortemente fissurate.

Agosto 2026

  
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