Castelli del monte Amel 
Libano

 PATRIMONIO DELL'UMANITÀ DAL 2026 - SITO PATRIMONIO IN PERICOLO

    

DAL 2026 SITO PATRIMONIO IN PERICOLO - Gravi danneggiamenti conseguenti all'invasione israeliana del sud del Libano.

I castelli del monte Amel sono un gruppo di cinque castelli sul Jabal Amel, nel Libano del Sud, sviluppati tra il periodo medievale e il XIX secolo. 

Il sito seriale comprende cinque insediamenti fortificati situati nella regione storica di Jabal Amel, nel Libano meridionale: Qalaat Al Chakif (Castello di Beaufort), Qalaat Tibnin (Castello di Toron), Qalaat Chakra (Castello di Dubieh), Qalaat Deir Kifa (Castello di Maron) e Qalaat Chama' (Castello di Chama'). 

Situati su cime collinari e crinali strategici che dominano le principali vie di comunicazione regionali, questi castelli costituivano una rete difensiva e amministrativa integrata, capace di controllare gli spostamenti, le comunicazioni e le risorse agricole su un vasto territorio. Sviluppatisi tra l'epoca medievale e il XIX secolo, essi testimoniano le fasi successive di occupazione e adattamento da parte di crociati, Ayyubidi, Mamelucchi, Ottomani e signori feudali locali. 

Le loro fortificazioni, i mastii, le torri, gli ingressi e gli spazi residenziali conservano le tracce di un continuo scambio di conoscenze militari, tecniche costruttive e pratiche di gestione del territorio tra le tradizioni europee e quelle del Vicino Oriente, illustrando al contempo l'evoluzione dell'architettura difensiva e dei sistemi fortificati nell'arco di quasi un millennio.

Molti dei grandi castelli crociati furono costruiti ai piedi delle colline, sfruttando le difese naturali e fortificando l'unico punto di accesso. Il sito di Beaufort gioca un ruolo nella difesa del sito, ma il terreno è impraticabile solo sul lato nord. I curdi ampliarono il castello includendo una piattaforma rocciosa leggermente più bassa immediatamente a est del castello, eliminando così una delle vie d'attacco. Diviso in due cortili, uno dei quali occupa il terreno più basso a est, il castello ha una forma approssimativamente triangolare e misura circa 150 per 100 metri (490 per 330 piedi). Un mastio o grande torre fu costruito contro il muro occidentale del cortile superiore; La torre ha una pianta quadrata e misura circa 12 per 12 metri (39 per 39 piedi). Mentre in Europa era comune accedere alle torri fortificate dal primo piano, in Siria la convenzione prevedeva un ingresso al piano terra, come si può vedere a Beaufort.

Dopo essere stati inseriti nella lista indicativa del patrimonio mondiale per la prima volta nel 2019, sono stati candidati per l'iscrizione nella Lista dei patrimoni dell'umanità con procedura d'urgenza durante la XLVIII sessione del comitato del patrimonio mondiale svoltasi a Busan in Corea del Sud; l'iscrizione è stata approvata il 24 luglio 2026 e contestualmente il sito è stato inserito anche nella Lista dei patrimoni dell'umanità in pericolo a causa dei gravi danneggiamenti conseguenti all'invasione israeliana del sud del Libano.

  NOME COSTRUZIONE  
1 Qala'at ash-Shqif (castello di Beaufort) 1139-1260 CastelloBeaufort3.png (1758528 byte)
2 Qala'at Tibnīn (castello di Toron) 1105 Toron2.jpg (298302 byte)
3 Qala'at Shakra (castello di Dubieh)   CastelloDubieh2.jpg (994187 byte)
4 Qala'at Deir Kifa (castello di Maron)    
5 Qala'at Shama' (castello di Shama') 1116 CastelloShamaa3.jpg (305652 byte)

Castello di Beaufort

 

Beaufort o Belfort è una fortezza crociata, sita nel governatorato di Nabatiye, nel meridione del Libano, circa 1 chilometro a sud-est del villaggio di Arnoun, situato circa 700 metri di altezza sopra il fiume Leonte.

Beaufort è uno dei pochi casi in cui un castello medievale ha mostrato una sua valenza militare e utilità anche nelle guerre moderne, come mostra la sua storia nel tardo XX secolo.

Il castello è stato chiamato bel fort o beau fort ("bella fortezza") dai crociati che lo occuparono nel XII secolo. Il suo nome arabo Qal'at al-Shaqīf significa "castello dell'alta roccia". 

Poco si sa del sito prima della sua conquista da parte delle forze dei crociati nel 1139, anche se gli storici suppongono, per la sua posizione strategica in cima ad una collina alta 700 metri, che esistessero delle strutture anche in epoca precedente. Il castello fu preso da re Folco che lo affidò ai signori di Sidone. 

Nel 1189 la roccaforte fu presa d'assedio da Saladino. Reginaldo di Sidone, che la difendeva, riuscì a ritardare la conquista con l'inganno ma, alla fine il castello fu occupato da Saladino nel 1190. I crociati ripresero la fortezza nel 1240 che poi fu venduta ai cavalieri templari dal nipote di Reginaldo, Giuliano de Grenier, nel 1260. 

Nel 1268 il sultano mamelucco Baybars espugnò il castello, che godette di una relativa calma nel corso del XIV XV e XVI secolo.

Nel XVII secolo Fakhr al-Din II integrò il castello nella sua rete di fortificazioni. Fakhr al-Dīn II, fu sconfitto dagli Ottomani, che distrussero la parte superiore del castello. L'area è stata governata da famiglie feudali fino al 1769. Nel 1782 il governatore di San Giovanni d'Acri assediò il castello, lo conquistò e distrusse molte delle restanti fortificazioni. Il terremoto in Galilea del 1837 distrusse molte parti del castello, che fu utilizzato come cava e ricovero per le pecore.

Il restauro del castello è iniziato con il mandato francese sul Libano nel 1920 e proseguito con l'indipendenza del Libano nel 1943. La posizione strategica del castello, che offre una vista di gran parte del Libano meridionale e del nord di Israele, ne ha fatto un punto focale per i recenti conflitti. Dal 1976 in poi, durante la guerra civile libanese, il castello era tenuto dall'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), che lo utilizzava per lanciare razzi nel nord di Israele. Tra il 1976 ed il 1980 le posizioni OLP sul castello sono state attaccate decine di volte dalle forze israeliane.

Il 6 giugno 1982, all'inizio della guerra del Libano, le posizioni OLP sul castello di Beaufort sono state pesantemente bombardate dagli israeliani prima di essere catturate dalle Forze di difesa israeliane (IDF) il 7 giugno 1982 nella Battaglia del Beaufort. I combattimenti hanno causato danni al castello.

Tra il 1982 e il 2000, il castello di Beaufort e le zone circostanti sono state utilizzate come base e posto di osservazione dalle IDF. In questo periodo Hezbollah, bombardando e lanciando di razzi, ha danneggiato porzioni del castello. Anche le Israeli Defense Forces hanno effettuato una notevole demolizione del sito prima di ritirarsi dall'area nel maggio 2000.

Durante l'operazione militare in Libano del 2026, le forze armate Israeliane hanno rioccupato il castello. Il 31 luglio 2026 l'esercito israeliano ha fatto esplodere strutture nelle immediate vicinanze del castello, adducendo che fossero nascondigli di Hezbollah.

Castello di Toron

Toron, oggi Tibnin, nel meridione del Libano, fu un importante castello dei Crociati, costruito nelle montagne del Libano sulla strada da Tiro a Damasco.

Fu il centro della Signoria di Toron, un valvassore del Principato di Galilea, nel Regno di Gerusalemme.

Il nome del castello di Toron deriva dal francese antico "collina" o "colle isolato" certamente a causa della sua ubicazione geografica.

Il castello di Toron occupa una ripida collina, in realtà un tell dell'età del bronzo, a nord del villaggio di Tibnin, ad una quota di 725 m sul livello del mare. La sua pianta ovale segue il contorno del tell. Una volta aveva dodici torri rettangolari e una di esse, a sud, era il torrione.

Il castello fu costruito da Ugo di Saint Omer, secondo principe di Galilea, nel 1105 per contribuire alla conquista di Tiro, che era ancora in mano ai Fatimidi. Dopo la morte di Ugo, l'emiro Izz al-Muluk tentò di approfittare della mancanza di difensori per impadronirsi del castello, ma il re Baldovino I lo concesse come feudo a Gervasio de Bazoches, che però morì poco dopo, giustiziato sulla piazza di Damasco. Toron divenne allora una signoria indipendente e, prima del 1109, fu assegnata a Umfredo I; dopo di lui il castello e la Signoria di Toron passarono ai suoi discendenti Umfredo II ed Umfredo IV, quest'ultimo fu anche principe titolare di Oltregiordano.

Bāniyās, che era stata data a Baldovino II dai Nizariti nel 1128, fu ereditata dai Signori di Toron attorno al 1148 quando Umfredo II sposò la figlia di Rénier Brus, signore di Bāniyās ed Assebebe. Umfredo II vendette parti delle signorie di Chastel Neuf e di Bāniyās ai Cavalieri ospitalieri nel 1157; il resto di Bāniyās rimase unita con Toron finché fu conquistata da Norandino, il 18 novembre 1164; quando fu ripresa dai cristiani divenne parte della Signoria (Seigneury) di Joscelin III di Edessa.

Toron rimase in mano ai Crociati fino al 1187 quando cadde di fronte alle forze di Saladino che, dopo la Battaglia di Hattin, quasi annientò gli Stati crociati. Dieci anni dopo, nel novembre 1197, Toron fu assediata da un contingente tedesco della Terza crociata, ma la guarnigione musulmana resistette fino all'arrivo di rinforzi dall'Egitto.

Nel 1219 il Sultano al-Mu'azzam fece smantellare segretamente le fortificazioni di Toron, come pure quelle di Gerusalemme ed i castelli di Safad e Bāniyās. Questo fu fatto perché il sultano prevedeva la necessità di scambiarle con le più importanti difese di Damietta, sul Delta del Nilo, che era stata occupata dalle forze della Quinta crociata, che minacciavano ora il Cairo, e al-Mu'azzam non era disposto a dare ai crociati città dotate di forti difese, se poteva evitarlo.

Lo scambio risultò non necessario, ma la posizione geografica dei siti rimase importante per i Crociati che volevano riprendere Gerusalemme dai musulmani. Infatti, nonostante la loro distruzione, Federico II recuperò Toron, Safed e Bāniyās due anni esatti dopo la morte di al-Mu'azzam, l'11 novembre 1227, con il trattato stretto nel 1229 con il Sultano al-Malik al-Kamil.

Toron fu venduta nel 1220, insieme con i territori chiamati Seigneury de Joscelin, ai Cavalieri teutonici, causando una controversia tra questi e Alice d'Armenia, la nipote di Umfredo IV ed erede della Signoria di Toron. Alice fece valere con successo i suoi diritti dinanzi all'Alta Corte e Federico II assegnò a lei la Signoria.

Nel 1239, alla scadenza del trattato, Toron tornò agli Ayyubidi; ma due anni più tardi, nel 1241, fu restituito ai Crociati grazie a un altro trattato tra Riccardo di Cornovaglia e il sultano al-Salih Ayyub.

Nel 1244 i castelli resistettero all'esercito dell'Impero corasmio riuscendo a deviare l'attacco musulmano a Gerusalemme; ciononostante alla fine Gerusalemme cadde di fronte alla superiorità numerica dei Corasmi e lo scopo primario dei castelli divenne obsoleto. Tuttavia, Toron rimase in mano ai Crociati e fu periodicamente posto sotto assedio dai Mamelucchi finché il jihād di Baybars lo isolò ulteriormente. Nel 1266 dopo un ultimo, breve assedio, Baybars in una rara dimostrazione di benevolenza consentì al piccolo contingente di crociati di evacuare in cambio della resa: cosa che essi accettarono di fare.

Il castello fu raso al suolo nel 1266 dai Mamelucchi e ricostruito 500 anni dopo, nella metà del XVIII secolo da uno sceicco sciita locale, durante la sua lotta contro il dominio ottomano. Egli usò le rovine delle mura medievali come base per il nuovo castello che quindi oggi appare prevalentemente come una costruzione Ottomana.

I signori di Toron tendevano a essere molto influenti nel regno; Umfredo II fu connestabile di Gerusalemme. Umfredo IV sposò Isabella, figlia del re Amalrico I e Toron passò nel Demanio regio durante il loro matrimonio, il solo titolo fu restituito ad Umfredo IV dopo il divorzio. Fu anche una delle poche signorie ad avere una linea diretta di successione maschile, almeno per qualche generazione. I signori di Toron erano anche legati alla Signoria di Oltregiordano per il matrimonio di Umfredo III e l'eredità materna di Umfredo IV. Toron fu in seguito fusa con il Demanio regio di Tiro, che andò a un ramo degli Antiochia, poi ai loro eredi di Montfort.