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Il Monumento
nazionale
del
Monte
Rushmore è
un complesso
scultoreo
nella
roccia situato
nel Dakota
del
Sud,
sul
massiccio
montuoso
delle Black
Hills,
formato
da
enormi
blocchi granitici.
Fu
lo
scultore Gutzon
Borglum a
creare
le
premesse
per
la
realizzazione
del
lavoro,
supervisionando
l'esecuzione
del
progetto
dal
1927
al
1941
con
l'aiuto
di
suo
figlio,
Lincoln
Borglum.
Seguendo
i
dettami
di
Borglum,
le
sculture,
i
cui
volti
raggiungono
la
dimensione
di
18
m,
raffigurano
i
volti
dei
presidenti
George
Washington (1732-1799), Thomas
Jefferson (1743-1826), Theodore
Roosevelt (1858-1919), Abraham
Lincoln
(1809-1865).
La
scelta
sui
quattro
presidenti
ricadde
perché
essi
rappresentavano
rispettivamente
la
nascita,
la
crescita,
lo
sviluppo
e
la
stabilità
della
nazione. Il
parco
commemorativo
copre
un'area
vasta
5,17
km²
e
la
conformazione
attuale
della
montagna
raggiunge
un'altitudine
di
1.765
m
s.l.m.
Il
monte
Rushmore
si
compone
in
gran
parte
di granito:
il
memoriale
fu
scolpito
sul
margine
nord-ovest
del
Black
Elk
Peak
sulle batoliti nelle
Black
Hills
del
Dakota
del
Sud,
con
una
conformazione
geologica
in
linea
con
il
resto
della
catena
montuosa.
Il magma delle
batoliti
si
intruse
nelle
rocce
di micascisto preesistenti
durante
il Proterozoico,
ovvero
1,6
miliardi
di
anni
fa. I dicchi di
pegmatite
a
grana
grossa
sono
associati
all'intrusione
granitica
di
Black
Elk
Peak
e
sono
visibilmente
di
colore
più
chiaro,
circostanza
che
spiega
le
striature
di
colore
chiaro
sulla
fronte
dei
presidenti.
I
graniti
delle
Black
Hills
risultarono
esposti
all'erosione
durante
il Neoproterozoico,
ma
furono
successivamente
sepolti
da
arenaria
e
altri
sedimenti
durante
il Cambriano.
Rimasti
sepolti
durante
il Paleozoico,
tornarono
a
rivedere
la
luce
del
sole
durante
l'orogenesi
laramide circa
70
milioni
di
anni
fa. Quando
l'area
delle
Black
Hills
salì
di
quota,
il
sito
assunse
la
forma
di
un
duomo
dalla
forma
ellittica,
al
centro
della
quale
si
trova
un
nucleo
cristallino
composto
dalle
rocce
più
antiche
delle
colline. La
successiva
erosione,
per
così
dire,
spogliò
il
granito
dei
sedimenti
sovrastanti
e
lo
scisto
adiacente
più
morbido.
Degli
scisti
sopravvissuti
alcuni
possono
essere
scorti
sotto
forma
di
materiale
più
scuro
appena
sotto
la
scultura
di
Washington.

La
montagna
più
alta
della
regione
è
il
Black
Elk
Peak
(2.207
m
s.l.m.),
mentre
il
monte
Rushmore
tocca
i
1.745
s.l.m.
Borglum
selezionò
tale
località
come
sito
idoneo
soprattutto
per
motivi
legati
alla
conformazione
della
sommità.
La
roccia
della
montagna
è
composta
da
granito
liscio
a
grana
fine,
il
quale
patisce
un'erosione
di
soli
25
mm
ogni
10.000
anni,
un
termine
più
che
sufficiente
per
supportare
un'opera
che
avrebbe
inevitabilmente
affrontato
migliaia
di
intemperie
e
agenti
atmosferici.
Malgrado
si
sia
a
lungo
dibattuto
sulla
possibilità
di
aggiungere
un'ulteriore
effigie
di
un
presidente,
la
roccia
che
circonda
le
pareti
esistenti
non
risulta
adatta
per
ulteriori
incisioni;
inoltre,
si
potrebbe
mettere
a
serio
rischio
la
stabilità
delle
sculture
già
esistenti.
Da
un
punto
di
vista
della
conformazione
dei
suoli,
l'area
del
monte
Rushmore
vede
soprattutto alfisol che
passano
da
punti
molto
ghiaiosi
(Mocmount)
a
siti
in
cui
il
limo
abbonda
(Buska),
con
una
colorazione
compresa
tra
il
marrone
e
il
marrone
grigiastro
scuro.
STORIA
-
L'idea
di
scolpire
il
monte
Rushmore
fu
concepita
con
l'intenzione
di
rendere
la
località
una
meta
attrattiva
per
i
turisti,
puntando
"non
solo
sulla
natura
locale
vasta
e
incontaminata,
ma
anche
sul
trionfo
della
civiltà
occidentale
sulla
geografia
attraverso
la
realizzazione
di
figure
antropomorfe". A
giudizio
degli
ultimi
occupanti
di
quel
territorio
in
quel
preciso
momento
storico,
i
Lakota
Sioux,
così
come
di
altre
tribù,
il
monumento
"è
venuto
a
incarnare
la
perdita
delle
nostre
terre
sacre
e
le
ingiustizie
subite
dal
momento
dell'istituzione
del
governo
degli Stati
Uniti".
Dopo
la
firma
del trattato
di
Fort
Laramie
del
1868,
gli
USA
promisero
di
non
avvicinarsi
alla
zona
abitata
dai
Sioux,
compresa
la
totalità
delle
Black
Hills,
"a
patto
che
i
bufali
inseguiti
durante
la
caccia
non
vi
si
avvicinino
in
numero
tale
da
giustificare
l'ingresso
in
zona".
Quando
si
scoprì
la
presenza
dell'oro,
svariati
coloni
americani
emigrarono
nell'area
negli
anni
'70
dell'Ottocento,
con
il
risultato
che
il
governo
federale
costrinse
i
Sioux
a
rinunciare
al
possesso
della
riserva
delle
Black
Hills.
Sulla
scia
di
un
orientamento
nazionalista,
si
diffuse
la
concezione
secondo
cui
i
quattro
volti
presidenziali
fossero
stati
scolpiti
nel
granito
con
l'intenzione
di
simboleggiare
"un
risultato
nato,
pianificato
e
creato
nelle
menti
e
dalle
mani
degli
americani
per
gli
americani".
Il
monte
Rushmore
era
noto
ai Lakota Sioux con
il
nome
"I
sei
nonni"
o
"Monte
Puma".
Oltre
alle
due
varianti
appena
menzionate,
i
coloni
americani
conoscevano
la
vetta
con
il
nome
di
Pan
di
Zucchero,
monte
Macello
o
rocce
di
Keystone.
La
sommità
divenne
celebre
tra
i
nativi
quando
il
capo
Lakota Alce
Nero,
all'età
di
nove
anni,
compì
un
percorso
spirituale
che
lo
portò,
passando
per
il
Rushmore,
a
raggiungere
la
vetta
più
elevata
dell'odierno
Dakota
del
Sud,
il
Black
Elk
Peak,
così
denominato
in
suo
onore. Dopo
una
serie
di
campagne
militari
nell'ambito
delle guerre
indiane dal
1876
al
1878,
gli
Stati
Uniti
si
appropriarono
del
controllo
sull'area,
un
atto
di
forza
la
cui
legittimità
generò
delle
contestazioni
dalla
seconda
metà
del
secolo
successivo.
Una
prima
spedizione
di
prospezione
nel
1885
guidata
da
David
Swanzey
(marito
di Carrie
Ingalls),
Bill
Challis
e
il
ricco
investitore Charles
E.
Rushmore iniziarono
a
visitare
regolarmente
l'area
per
compiere
delle
battute
di
caccia.
Scherzando
ripetutamente
con
i
colleghi
sul
fatto
che
il
suo
nome
risultasse
più
consono
alla
montagna,
il
Board
of
Geographic
Names
degli
Stati
Uniti
riconobbe
ufficialmente
la
designazione
"Mount
Rushmore"
nel
giugno
del
1930.
Lo
storico
Doane
Robinson
concepì
l'idea
del
monte
Rushmore
nel
1923
per
promuovere
il
turismo
nel
Dakota
del
Sud.
Nel
1924,
Robinson
convinse
lo
scultore Gutzon
Borglum a
recarsi
nella
regione
delle
Black
Hills
per
assicurarsi
che
potessero
iniziare
i
lavori.
Il
piano
originale
prevedeva
di
scolpire
i
pilastri
di
granito
noti
come
Needles. Tuttavia,
Borglum
si
rese
conto
che
le
formazioni
rocciose
erano
troppo
sottili
per
supportare
la
scultura.
Pertanto,
a
quel
punto
scelse
il
monte
Rushmore,
ritenuto
un
luogo
più
adatto
perché
rivolto
a
sud-est
in
quanto
e
godeva
della
massima
esposizione
al
sole.
Dopo
aver
visto
il
monte
Rushmore,
sembra
che
Borglum
dichiarò:
"L'America
sarà
costruita
sfruttando
i
lineamenti
di
questo
monte". Borglum
era
stato
coinvolto
nella
scultura
del memoriale
del
monte
Stone dedicato
ai confederati in Georgia,
ma
non
giunse
a
un
accordo
con
i
funzionari
locali
e
il
progetto
si
arenò.
Dopo
lunghi
negoziati
che
coinvolsero
una delegazione
congressuale e
il
presidente Calvin
Coolidge,
il
progetto
ricevette
l'approvazione
del
Congresso
il
3
marzo
1925.
I
lavori
per
la
realizzazione
dell'opera
iniziarono
nel
1927
e
terminarono
nel
1941
senza
vittime.

COSTRUZIONE
-
Tra
il
4
ottobre
1927
e
il
31
ottobre
1941,
Gutzon
Borglum
e
i
400
lavoratori
al
suo
fianco
scolpirono
le
colossali
sculture
di
18
m
dei presidenti
statunitensi George
Washington, Thomas
Jefferson, Theodore
Roosevelt e Abramo
Lincoln per
rappresentare
i
primi
150
anni
di storia
americana. Tali
personaggi
andarono
selezionati
da
Borglum
per
i
grandi
risultati
raggiunti
nel
corso
del
proprio
mandato
e
nell'espansione
del
territorio
della
repubblica
statunitense. Per
ultimare
l'opera
si
rese
necessario
l'impiego
della
dinamite,
seguito
dal
processo
di
"nido
d'ape",
grazie
al
quale
si
praticarono
dei
fori
ravvicinati
e
si
consentì
la
rimozione
manuale
di
piccoli
pezzi. In
totale,
circa
410.000
tonnellate
di
roccia
saltarono
in
aria
dal
fianco
della
montagna. L'effigie
di
Thomas
Jefferson
doveva
originariamente
apparire
nell'area
alla
destra
di
Washington,
ma
dopo
l'inizio
dei
lavori,
la
roccia
si
rivelò
non
adatta
e
si
dovette
distruggere
quanto
realizzato
con
gli
esplosivi
ricominciando
tutto
da
capo.
Il
capo
intagliatore
della
montagna
era Luigi
Del
Bianco,
un
artigiano
e
scalpellino
italo-americano
di Port
Chester,
nello
stato
di New
York.
Del
Bianco
era
emigrato
negli
Stati
Uniti
dal Friuli e
fu
selezionato
per
lavorare
a
questo
progetto
per
la
sua
comprensione
del
linguaggio
scultoreo
e
la
capacità
di
infondere
delle
emozioni
nei
ritratti
scolpiti.
Nel
1933,
il
monte
Rushmore
ricadde
sotto
la
giurisdizione
del National
Park
Service (NPS),
con
Julian
Spotts
che
aiutò
con
il
progetto
migliorando
la
sua
infrastruttura. Ad
esempio,
fece
aggiornare
il
tracciato
dei
tram
in
modo
che
potesse
raggiungere
la
cima
del
Rushmore
per
la
comodità
dei
lavoratori.
Entro
il
4
luglio
1934,
il
volto
di
Washington
appariva
completato,
mentre
quello
di
Thomas
Jefferson
fu
ultimato
nel
1936
e
quello
di
Lincoln
il
17
settembre
1937.
Sempre
in
quest'ultimo
anno,
fu
presentato
al
Congresso
un
disegno
di
legge
per
aggiungere
la
pioniera
dei
diritti
civili Susan
B.
Anthony,
ma
si
approvò
una clausola su
un
disegno
di
legge
relativa
agli
stanziamenti
la
quale
richiedeva
che
i
fondi
federali
andassero
utilizzati
esclusivamente
per
finire
le
teste
i
cui
lavori
erano
già
stati
avviati
in
quel
momento. Nel
1939
vide
la
luce
anche
la
versione
definitiva
del
volto
di
Theodore
Roosevelt.
Lo
Sculptor's
Studio,
un'esposizione
di
modelli
in
gesso
e
strumenti
unici
legati
alla
scultura,
fu
costruito
nel
1939
sotto
la
direzione
di
Borglum.
Questi
si
spense
a
causa
di
un'embolia
nel
marzo
1941,
con
il
risultato
che
suo
figlio,
Lincoln
Borglum,
continuò
il
progetto.
Inizialmente,
era
previsto
che
le
figure
fossero
scolpite
dalla
testa
alla
vita,
ma
i
fondi
insufficienti
costrinsero
la
scultura
a
terminare. Borglum
aveva
anche
progettato
un
enorme
pannello
a
forma
di acquisto
della
Louisiana per
commemorarla,
oltre
alla Dichiarazione
d'indipendenza,
la Costituzione
nazionale e
sette
acquisizioni
territoriali,
da
quella
dell'Alaska alla zona
del
Canale
di
Panama riportate
in
lettere
dorate
alte
2,5
m. In
totale,
l'intero
progetto
costò
989.992,32 $ (17,4
milioni
del
2020).
Nick
Clifford,
morto
nel
novembre
del
2019
all'età
di
98
anni,
fu
l'ultimo
intagliatore
rimasto
ancora
vivo.
A
Harold
Spitznagel
e
Cecil
Doty
si
deve
la
costruzione
del
centro
visitatori
originale,
terminato
nel
1957. Queste
strutture
rientravano
nel
programma
rappresentato
dalla Mission
66 volto
a
migliorare
le
strutture
dei
visitatori
nei
parchi
nazionali
e
nei
monumenti
di
tutto
il
Paese.
Il
decennio
di
lavori
di
riqualificazione
culminò
con
il
completamento
di
ampie
strutture
per
i
visitatori
e
marciapiedi
nel
1998,
come
un
centro
dei
visitatori,
il
museo
di
Lincoln
Borglum
e
il
cosiddetto
sentiero
presidenziale.
La
manutenzione
del
memoriale
richiede
agli
alpinisti
di
monitorare
e
sigillare
eventuali
crepe
ogni
anno. A
causa
dei
vincoli
imposti
dai
finanziamenti,
il
memoriale
non
viene
salvaguardato
regolarmente
allo
scopo
di
eliminare
i
licheni
presenti.
Tuttavia,
l'8
luglio
2005, Alfred
Kärcher,
un
produttore
tedesco
di
idropulitrici
e
macchine
per
la
pulizia
a
vapore,
condusse
un'operazione
di
pulizia
gratuita
durata
diverse
settimane,
utilizzando
acqua
pressurizzata
a
oltre
93
°C.
Il
15
ottobre
1966,
il
monte
Rushmore
venne
inserito
nel Registro
nazionale
dei
luoghi
storici.
Nell'ambito
di
un
concorso
indetto
del
1934
per
ragazzi
in
età
universitaria,
fu
selezionato
un
saggio
di
500
parole
sulla
storia
degli
Stati
Uniti
di
uno
studente
del Nebraska,
tale
William
Andrew
Burkett,
poi
collocato
sulla
trabeazione
su
una
lastra
di
bronzo
nel
1973. Nel
1991,
il
presidente George
H.W.
Bush sottolineò
la
buona
fattura
del
discorso
scritto
dallo
studente
e
dedicato
al
monte
Rushmore.
Nel
1937,
quando
la
scultura
non
era
ancora
completa,
un
disegno
di
legge
al
Congresso
a
sostegno
dell'aggiunta
dell'attivista
per
i
diritti
delle
donne Susan
B.
Anthony non
sfociò
in
un
provvedimento
legislativo.
Quando
l'opera
andò
completata
nel
1941,
gli
scultori
dichiararono
che
la
roccia
rimanente
non
appariva
adatta
per
ulteriori
intagli.
A
una
simile
visione
si
allineò
anche
RESpec,
una
società
di
ingegneria
incaricata
di
monitorare
la
stabilità
della
roccia
nel
1989.
Tuttavia,
sono
state
comunque
avanzate
delle
proposte
con
riferimento
all'ipotesi
di
aggiungere
nuovi
personaggi.
Tra
i
più
gettonati
nelle
segnalazioni
spiccavano John
F.
Kennedy,
"richiesto"
dopo
il
suo
assassinio
nel
1963,
e Ronald
Reagan nel
1985
e
nel
1999,
con
quest'ultima
proposta
che
all'epoca
fu
discussa
durante
una
seduta
del
Congresso. Interrogato
nel
2008
sulla
possibilità
che
la
sua
faccia
potesse
essere
scolpita
sul
monte, Barack
Obama scherzò
affermando
che
le
sue
orecchie
erano
troppo
grandi
per
consentirlo.
Secondo
un
sondaggio
condotto
da
esperti
di
scienze
politiche
condotto
con
il
sostegno The
New
York
Times nel
2018, Franklin
D.
Roosevelt risultava
la
figura
più
popolare
che
gli
intervistati
consigliavano
di
ritrarre,
indipendentemente
dall'affiliazione
al
partito. Nel
dettaglio,
il
66%
degli
intervistati
si
dichiarò
a
favore
Roosevelt,
il
7%
a
sostegno
di
Barack
Obama
e
il
5%
di
Ronald
Reagan.
Tra
i Democratici,
Roosevelt
era
stato
scelto
dal
75%
delle
persone,
seguito
da
Barack
Obama
con
l'11%,
mentre
tra
i Repubblicani si
segnalava
Roosevelt
al
43%
e
Reagan
al
19%.
Tra
gli
indipendenti,
Roosevelt
era
stato
scelto
dal
57%,
seguito
da
Reagan
e Dwight
D.
Eisenhower dall'11%.
Il memoriale
a
Cavallo
Pazzo,
i
cui
lavori
partirono
nel
1940,
è
ancora
in
costruzione
altrove
nelle
Black
Hills
per
commemorare
il
capo
dei
nativi
americani.
Al
termine,
dovrebbe
raggiungere
dimensioni
cospicue,
superiori
a
quelle
delle
sculture
sul
Rushmore.
La
scelta
della
Crazy
Horse
Memorial
Foundation
di
rifiutare
offerte
di
fondi
federali
non
ha
trovato
unanimità
tra
le
tribù
di
nativi
americani.
La
violazione
del
trattato
di
Fort
Laramie
del
1868
spinse
i
membri
dell'American
Indian
Movement a
guidare
un'occupazione
del
monumento
nel
1971,
chiamandolo
"Monte
di
Cavallo
Pazzo",
e
il
santone
Lakota
Cervo
Zoppo
piantò
un
bastone
di
preghiera
in
cima
alla
montagna.
Quest'ultimo
affermò
che
tramite
tale
azione
era
stato
posizionato
un
velo
simbolico
sui
volti
dei
presidenti,
"che
rimarranno
sporchi
fino
a
quando
i
trattati
riguardanti
le
Black
Hills
non
saranno
rispettati".
La
decisione
della Corte
Suprema
degli
Stati
Uniti del
1980 United
States
v.
Sioux
Nation
of
Indians confermò
che
i
Sioux
non
avevano
ricevuto
un
necessario
risarcimento
per
la
loro
terra
perduta
nelle
Black
Hills,
incluso
dunque
il
monte
Rushmore. Nel
quantificare
i
danni
patiti,
il
massimo
tribunale
statunitense
propose
come
cifra
102
milioni
di
dollari
come
cifra
equa:
tuttavia,
la
compensazione
fu
valutata
in
1,3
miliardi
nel
2011,
e,
per
via
degli
interessi
accumulati,
in
quasi
2
miliardi
di
dollari
nel
2021. Nel
2020,
l'attivista oglala Nick
Tilsen
ribadì
che
il
suo
popolo
non
avrebbe
accettato
un
accordo,
"in
quanto
ci
accontenteremo
esclusivamente
di
una
piena
restituzione
del
possesso
delle
nostre
terre
in
ossequio
al
contenuto
dei
trattati
firmati
e
concordati
tra
le
rispettive
controparti".
Nel
2004,
Gerard
Baker
fu
nominato
sovrintendente
del
parco,
il
primo
e
finora
unico
nativo
americano
a
rivestire
quel
ruolo.
Baker
dichiarò
che
avrebbe
favorito
l'analisi
di
"più
interpretazioni"
sulla
storia
del
Rushmore
e
che
i
quattro
presidenti
ne
"costituivano
solo
una"
tra
le
tante.
Il
3
luglio
2020,
decine
di
attivisti
manifestarono
quando
il
presidente Donald
Trump tenne
una
manifestazione
elettorale
a
Mount
Rushmore.
Il
presidente
aveva
smentito
le
voci
di
chi
immaginava
di
smantellare
l'opera,
in
quanto
"non
si
cancella
la
nostra
storia". Venti
persone
furono
arrestate
nel
corso
di
quell'occasione.
Borglum
originariamente
immaginava
di
costruire
una
grande
Sala
dell'Archivio
(Hall
of
Records)
interna
al
monte,
dove
i
più
rilevanti
documenti
storici
e
manufatti
d'America
potessero
essere
conservati
in
teche
destinate
a
essere
ammirate
dai
turisti. Malgrado
la
partenza
del
progetto
riuscì,
solo
21
m
nella
roccia
furono
scavati
prima
che
i
lavori
si
fermassero
nel
1939
per
tornare
a
concentrarsi
sulle
facce. Nel
1998,
un
nuovo
tentativo
di
completare
la
visione
di
Borglum
portò
alla
costruzione
di
un
deposito
all'interno
dell'imboccatura
della
grotta
che
ospitava
16
pannelli
con
informazioni
biografiche
e
storiche
dedicate
alla
vetta,
nonché
i
documenti
che
Borglum
voleva
conservarvi.
La
volta
è
costituita
da
una
copertura
in
tek
scavata
nel
granito
(che
ospita
i
16
pannelli)
all'interno
di
una
volta
in
titanio.
AMBIENTE
NATURALE
-
La
flora
e
la
fauna
locale
sono
simili
a
quelle
del
resto
della
regione
delle
Black
Hills
del
Dakota
del
Sud,
con
l'area
che,
da
un
punto
di
vista
ecologico,
rappresenta
un climax.
Per
quanto
riguarda
la
flora,
alle
quote
più
basse,
gli
alberi
di
conifere,
principalmente pini
gialli ,
circondano
la
maggior
parte
del
monumento,
fornendo
ombra
dai
raggi
solari.
Tra
le
ulteriori
specie
vegetali
si
segnalano
la Quercus
macrocarpa,
l'abete
delle
Black
Hills
e
i
pioppi
eurocanadesi.
Nove
specie
di
arbusti
crescono
vicino
al
monte
Rushmore,
ma
vi
è
anche
un'ampia
varietà
di
fiori
di
campo,
tra
cui
in
particolare bocche
di
leone,
girasoli
e
viole.
A
mano
a
mano
che
si
raggiungono
quote
più
elevate,
la
vita
vegetale
si
fa
più
scarsa
e
gradualmente
scompare. È
interessante
segnalare
come
solo
il
5%
circa
delle
specie
vegetali
situate
nelle
Black
Hills
risultano
autoctone.
Il
totale
delle
precipitazioni
annue
è
sufficiente
a
supportare
un'abbondante
vita
animale
e
vegetale.
Fondamentale
risulta
il
ruolo
della
flora
nel ruscellamento,
con
dighe
naturali,
infiltrazioni
e
sorgenti
che
aiutano
a
arginare
l'acqua
che
scorre
in
discesa,
fornendo
punti
di
abbeveraggio
per
gli
animali.
Inoltre,
rocce
come
arenaria
e
calcare
aiutano
a
trattenere
le
falde
acquifere,
generando
degli
acquitrini.
Uccelli
tra
cui
l'avvoltoio
collorosso,
l'aquila
reale,
l'aquila
di
mare
testabianca,
la poiana
della
Giamaica,
vari
generi
di
rondine
e
il rondone
golabianca
sorvolano
sovente
i
dintorni
del
monte
Rushmore,
nidificando
invece
occasionalmente
sulle
sporgenze
della
montagna. Specie
ornitologiche
di
dimensione
minore,
inclusi
uccelli
canori, picchi
di
piccola
taglia, corvidi e
vari
passeriformi abitano
le
pinete
circostanti. I
mammiferi
terrestri
includono
il ratto
grigio,
la tamia
minore,
lo scoiattolo
comune,
la moffetta
comune,
l'ursone,
il procione
comune,
il castoro
americano,
il tasso
americano,
il coyote,
la pecora
bighorn,
la lince
rossa,
il wapiti,
il cervo
mulo,
la marmotta
dal
ventre
giallo
e
il bisonte
americano. Tra
gli
anfibi
si
segnalano
la Pseudacris
nigrita,
la Pseudacris
triseriata,
e
la rana
leopardo (Lithobates
pipiens),
così
come
tra
i
rettili
diverse
specie
di
serpenti. Il
Grizzly
Bear
Brook
e
lo
Starling
Basin
Brook,
i
due
ruscelli
presenti
in
zona,
ospitano
specie
ittiche
quali
il
Rhinichthys
cataractae e
il salmerino
di
fonte (Salvelinus
fontinalis). Le capre
delle
nevi (Oreamnos
americanus)
non
sono
autoctone
della
regione:
quelle
presenti
in
zona
discendono
da
una
comunità
che
il Canada donò
al
parco
statale
di
Custer
nel
1924,
in
seguito
fuggita
e
inselvatichitasi.
Fonte:
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